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11 Maggio 2022
15:47

Gasparri a Fanpage.it: “Sì all’invio di armi in Ucraina, l’aiuto umanitario non basta”

Il senatore di Forza Italia, intervistato da Fanpage.it, dice che è giusto sostenere con le armi l’Ucraina, seguendo le decisioni dell’Occidente, ma dipinge Biden come “inadeguato”.
A cura di Giacomo Andreoli
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Sì anche al possibile invio di nuove armi, ma secondo quanto deciso dalla comunità internazionale. È questo il messaggio che lancia il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, intervistato ai microfoni di Fanpage.it. Quello che è anche il coordinatore degli enti locali del partito guidato da Silvio Berlusconi, quindi, avverte Salvini e Meloni, spiegando che i numeri dei sondaggi non bastano. Per il senatore, infatti, servono proposte adeguate e persone all'altezza dei compiti di governo, come non sarebbe stato secondo lui Enrico Michetti a Roma. Mentre su un possibile contenitore unico dei partiti di centrodestra la risposta è affermativa, ma a patto che contenga tutte le forze e non solo Lega e Forza Italia.

L’Italia si interroga se fornire più armi e più offensive all’Ucraina, secondo lei il nostro governo dovrebbe farlo?

L'Italia partecipa alle decisioni della comunità internazionale, come deve fare un grande Paese. La comunità internazionale ha deciso di fornire anche armi di vario genere all'Ucraina perché c'è in corso un massacro, che dura oramai da settimane e settimane, anzi da mesi. Quindi non ci possiamo limitare ad aiuti umanitari, o discorsi/e-mail. C'è chi dà i soldi al blog di Grillo e chi invece vota per sostenere anche con delle armi gli ucraini, poi ci vogliono iniziative anche diplomatiche: il mondo occidentale, però, non ha più una leadership come quella di Berlusconi, che mise attorno a un tavolo a Pratica di Mare russi e Nato.

Quali armi abbiamo inviato finora?

Io sono stato relatore del Decreto sull'Ucraina al Senato: l'elenco è secretato ed è stato discusso in sede di Copasir, che è una commissione parlamentare che ha un vincolo di segreto. Perfino io che sono stato il relatore non ho chiesto di leggere l'elenco, ma ho condiviso la politica internazionale dell'Italia. Ci sono stati incontri al livello internazionale e ogni Paese avrà deciso di fare la sua parte. Comunque non dobbiamo aggredire la Russia, non siamo dei guerrafondai.

L’Unione europea sta avendo una posizione indipendente sulla guerra o è troppo schiacciata su quella americana?

Se ci fosse stata una posizione seria degli Stati Uniti forse potremmo appoggiarci, ma Biden a me appare totalmente inadeguato. Ha attuato quella fuga dall'Afghanistan decisa da Obama e confermata dai suoi successori e ora le donne devono indossare il burqa, i diritti sono stati cancellati. Ora mi pare che Biden, fuggito dall'Afghanistan urli anche troppo con la Russia. Io penso che l'Italia e l'Europa debbano essere solidali nei confronti dell'alleanza occidentale, ma ricordandoci che c'è un pilastro europeo che deve avere anche la sua voce, una difesa comune europea che nell'ambito delle alleanze della Nato debba compiere dei passi in avanti: oggi non c'è, ci sono dei progetti, un comitato militare, ma non una difesa comune.

Le sanzioni alla Russia rischiano di danneggiare molto l’economia italiana ed europea. Secondo lei è giusto l’embargo sul petrolio? E in futuro servirà anche sul gas?

Se la Russia insiste in questa politica di aggressione è inevitabile procedere in questo senso, però bisogna avere il tempo per avere fonti alternative. E poi bisogna avere anche il tempo per avere impianti nostri e non solo i pannelli solari. Per far funzionare le aziende siderurgiche, per far camminare i treni e muovere l'economia servono anche centrali nucleari di nuova generazione e rigassificatori. Bisognava fare più impianti ieri per non avere rimpianti oggi. L'Europa deve fare come per il Pnrr un piano per tutelare quelle imprese italiane ed europee che non esportano più vino, calzature, abiti, prodotti tecnologici, perché le sanzioni devono penalizzare la Russia, non far chiudere le imprese europee. In Italia, comunque, c'è una debolezza strategica causata in parte da grillismo e sinistra.

A proposito di M5s: continua a protestare per le decisioni del governo. Dovrebbero uscire dalla maggioranza?

Sì, bisogna cacciare i grillini dal governo, ma con le elezioni e la democrazia. Abbiamo già cacciato Conte da Palazzo Chigi ed è stato un fatto importante, che ha portato a Draghi e a questo governo di emergenza. Cacciare vuol dire che vincono le elezioni altri nel 2023, non strani giochetti.

Ci sono varie fibrillazioni nel centrodestra. C’è ancora spazio per l’alleanza di centrodestra come era prima o serve un chiarimento, soprattutto con Meloni? E il ruolo di Forza Italia oggi qual è?

Direi che è un ruolo prezioso, perché la coalizione di centrodestra deve essere tenuta unita: Berlusconi lo ha fatto per molto tempo, ora i nuovi aspiranti leader devono dimostrare non solo di avere i numeri, ma anche saper tenere uniti dei numeri più vasti per vincere le elezioni. L'onere della prova è a carico loro e credo che l'esperienza e la saggezza di Berlusconi siano preziosi anche per Meloni e Salvini, perché al di là dei numeri che nel tempo cambiano, c'è una qualità di visione del progetto di centrodestra che Berlusconi rappresenta, avendolo fondato.

Per le prossime elezioni amministrative non riuscite a mettervi d’accordo sui candidati. Come se ne esce?

Noi abbiamo 26 capoluoghi che votano, in 20/21 siamo uniti come centrodestra, con soli 4/5 casi di diverse scelte al primo turno. Alle comunali, però, c'è il doppio turno, quindi in quei capoluoghi si può recuperare al secondo turno in base a chi arriva primo. Tutti devono migliorarsi: nella Capitale d'Italia la Meloni ha imposto un candidato che la città non ha apprezzato. Non basta avere i numeri, bisogna anche avere proposte adeguate e quella di Roma non lo era. Chi ha più numeri rifletta sulle qualità delle proposte che fa.

Forza Italia e Lega si possono federare, sul modello della lista “Prima l’Italia”, che sarà presentata alle prossime elezioni in Sicilia?

Non ho notizie di progetti di sintesi o di lista unitaria. Se son rose fioriranno, si vedrà. Io sono per un grande contenitore casomai di tutto il centrodestra, come fu il Popolo delle libertà. Ma in quel caso dal giorno dopo i vari Fini della situazione lavoravano per boicottarlo. Unire più realtà è sempre una sana aspirazione, ma riuscire a tenerle assieme nel tempo non è facile e non sempre si è in grado di farlo.

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