Il governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, ha chiesto che l'esercito riceva "più strumenti e tecnologie per individuare e anticipare gli arrivi dalla Slovenia" da parte dei migranti. "Ci sono  anche radar terrestri che funzionano a diversi chilometri di distanza e camere termiche", ha sottolineato il presidente regionale in un'intervista con Il Giornale parlando della gestione dell'emergenza coronavirus. Secondo Fedriga gli arrivi attraverso la rotta balcanica sarebbero in aumento: un problema, sostiene il governatore, per quanto riguarda la gestione delle strutture di accoglienza e il rispetto di tutte le norme di sicurezza imposte dalla pandemia.

"Ho chiesto da più di un mese che i migranti che giungono dai Balcani fossero messi in quarantena come quelli giunti via mare e sono stato tacciato di razzismo", ha aggiunto l'esponente del Carroccio ricordando che la quarantena è obbligatoria "pure per chi arriva da terra". Già a inizio marzo Fedriga aveva chiesto che intervenisse l‘esercito al confine con la Slovenia per controllare i confini : "Non è accettabile che un territorio come quello del Friuli Venezia Giulia, che non è confine europeo, sia soggetto ad entrare irregolari di persone che transitano da altri Paesi Ue. Ci dicevano che era impossibile controllare le frontiere europee, oggi invece, per il coronavirus, si scopre che le frontiere si possono chiudere e controllare. Significa che a qualcuno faceva comodo far entrare immigrati irregolari e consapevolmente non si voleva fermare il flusso", aveva affermato il governatore circa due mesi fa.

Nemmeno quella delle fotocamere termiche per per prevenire gli arrivi dei migranti al confine sloveno è un'idea nuova in Friuli Venezia Giulia. A gennaio, l'assessore regionale alla sicurezza, il leghista Pierpaolo Roberti, aveva annunciato di voler installare delle fototrappole di norma usate per seguire gli spostamenti degli animali selvatici per scovare i migranti che cercavano di entrare in Italia.