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Fondi pubblici senza controlli per 20 anni: dubbi sull’attività della Camera di Commercio italiana in Spagna

Per quasi vent’anni la Camera di Commercio italiana a Madrid, presieduta da Marco Pizzi, ha operato in modo poco trasparente, senza verifiche e controlli da parte dei ministeri delle Imprese e del Made in Italy e degli Esteri. L’anno scorso è stato presentato anche un atto ispettivo da parte del senatore di Fdi Roberto Menia. Ma nessuno ha risposto. La Camera di Commercio italiana a Madrid replica, respingendo tutte le accuse.
A cura di Anna Germoni
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Nella foto a destra Marco Pizzi, presidente della Camera di Commercio italiana a Madrid
Nella foto a destra Marco Pizzi, presidente della Camera di Commercio italiana a Madrid

AGGIORNAMENTO:

Riceviamo e pubblichiamo in coda al pezzo le richieste di rettifica della Camera di Commercio italiana a Madrid e di Ercole Rovida, presidente di Confassociazioni España, al presente articolo, ai sensi dell’art. 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47.

Quasi vent’anni di fondi pubblici gestiti senza controlli e centinaia di imprese italiane escluse senza giustificazione: è questo il quadro della Camera di Commercio Italiana in Spagna sotto la presidenza di Marco Pizzi, mentre i ministeri delle Imprese e del Made in Italy e degli Esteri, Urso e Tajani, restano in silenzio da oltre un anno.

Presidente e banca: doppio ruolo ad alto rischio

Dal 2006 Marco Pizzi guida la Camera di Commercio Italiana in Spagna, presidenza quasi ventennale, la più lunga tra le 81 Camere italiane nel mondo. Volto noto del settore finanziario internazionale, è Head clienti corporate multinazionali, banche estere-Intesa Sanpaolo. Dieci anni li ha trascorsi a New York e Bratislava in ruoli di vertice nel settore finanziario, continuando a ricoprire la presidenza della Camera. Secondo un atto parlamentare, era presente a Madrid solo per firmare i bilanci e ricevere i contributi pubblici. La combinazione dei due incarichi ha sollevato dubbi in Parlamento (atto ispettivo del senatore di Fdi Menia presentato il 14 gennaio 2025 ). Pizzi decide anche quali imprese e associazioni partecipano a eventi finanziati con fondi pubblici e rappresentano l’Italia nelle relazioni economiche con la Spagna.

Oltre 800mila euro l’anno senza verifiche

Nel 2024 la Camera ha incassato 812.400 euro, cifra confermata anche per il 2025. Per 17 anni non risultano verifiche formali sui bilanci. Un elemento cruciale che evidenzia le lacune nella gestione trasparente dei fondi statali.

Il nodo Made in Italy: le imprese escluse dalla Camera

Un caso che ha destato attenzione è quello di Confassociazioni España, ramo spagnolo di Confassociazioni che dà supporto a una vasta rete di imprese, esclusa dalla Camera di Commercio Italiana in Spagna. L’associazione non ha ricevuto il patrocinio per un evento sul Made in Italy per presunta non conformità, senza alcuna documentazione formale a supporto della decisione.

Il presidente Ercole Rovida ha inoltrato una denuncia all’Ambasciata italiana a Madrid, sottolineando l’assenza di prove a sostegno della presunta non conformità. Una scelta che lascia centinaia di imprese italiane senza spiegazioni e conferma come la Camera possa escludere aziende da opportunità istituzionali senza alcuna trasparenza.

L’Ambasciata: il controllo che non c’è

Secondo l’interpellanza, l’Ambasciata italiana a Madrid dovrebbe supervisionare la Camera di Commercio. Negli ultimi 17 anni, però, non risulta alcuna verifica sui bilanci né sul rispetto delle regole, lasciando un vuoto di controllo che alimenta dubbi sulla trasparenza dei fondi pubblici.

A oltre un anno dalla presentazione dell’atto parlamentare, i ministeri guidati da Urso e Tajani restano in silenzio. I fondi continuano a essere erogati e la Camera di Commercio Italiana in Spagna sembra operare senza alcun controllo. Centinaia di aziende e cittadini attendono ancora spiegazioni su come vengono spesi i fondi pubblici. La vicenda mette in luce un conflitto tra potere privato e gestione di fondi pubblici che dura quasi vent’anni. Milioni di euro pubblici, zero controlli, centinaia di imprese escluse: ancora una volta, nessuno dà spiegazioni.

La replica di Ercole Rovida

Il presidente di Confassociazioni España Ercole Rovida ha negato quanto riportato in quest'articolo, sebbene il suo nome si trovi nell'atto ispettivo parlamentare firmato dal senatore Menia, documento pubblico e accessibile sul sito del Senato della Repubblica. Nell’atto di cui abbiamo dato conto, si rileva esplicitamente l'esclusione dell'associazione da opportunità istituzionali, con denuncia all’Ambasciata italiana a Madrid. Precisiamo che Confassociazioni España non rappresenta 1200 imprese italiane, come erroneamente scritto in una prima versione di quest'articolo.

Ecco la replica di Rovida a Fanpage.it:

Quanto riferito non corrisponde alla realtà. In primis Confassoziazioni España non è un'azienda, non rappresenta 1200 aziende italiane in Spagna e non c'è stata alcuna denuncia da parte del Presidente Ercole Rovida.
In secondo luogo non c’é mai stato uno “scandalo made in Italy” e Confassociazioni España non ha mai richiesto un patrocinio alla Camera di Commercio Italiana né per l’evento menzionato, né per altri, bensí Confassociazioni España si è sempre resa disponibile a collaborare con la Camera di Commercio Italiana in Spagna.

La Camera di Commercio italiana a Madrid respinge le accuse

Di seguito la replica della Camera di Commercio italiana a Madrid, firmata dal presidente Marco Pizzi, il quale precisa che "contrariamente a quanto lasciato intendere nell’articolo, una risposta puntuale e documentata ai contenuti dell’interpellanza parlamentare ivi richiamata è stata predisposta e trasmessa a chi di competenza già nell’aprile 2025 e, su richiesta dei destinatari, nuovamente ritrasmessa nell’ottobre 2025. Tale documentazione rimane a disposizione dei Ministeri competenti, confermando la piena collaborazione istituzionale sempre mantenuta dall’Ente".

"Nella pubblicazione si rilevano poi ulteriori informazioni non corrispondenti al vero che avrebbero potuto essere facilmente verificate attraverso i canali istituzionali, a partire dall’indicazione di contributi pubblici per Euro 812.400 annui, cifra che non trova alcun riscontro nella documentazione ufficiale, per proseguire con affermazioni sulla gestione "opaca" dei fondi pubblici che non tengono conto delle verifiche ministeriali ufficiali regolarmente condotte, fino alle considerazioni sui criteri di partecipazione degli associati agli eventi istituzionali, che non riflettono le reali modalità operative della Camera".

"In particolare, con riferimento a tale ultimo punto, si rileva la assoluta non veridicità di quanto affermato nell’articolo e relativa alla supposta esclusione di Confassociazioni España dall’evento "Made in Italy", organizzato da una socia della Camera presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid. Corre l’obbligo precisare che la Camera ha partecipato a tale evento esclusivamente a titolo gratuito, con l’autorizzazione ad utilizzare il proprio logo, senza assolutamente imporre limiti di sorta all’organizzatore, salvo precisare che in caso di patrocinio a titolo gratuito il logo della Camera può essere associato esclusivamente a quello di altre istituzioni pubbliche, oppure – nel caso di associazioni private non riconosciute, come nel caso di Confassociazioni España – solo in presenza di un accordo di collaborazione vigente a livello nazionale, ciò che nel caso non era. L’articolo dà quindi l’impressione, ingiustificata ed infondata, dell’applicazione da parte della Camera di criteri di esclusione o discrezionalità, ciò che nei fatti è del tutto destituito di fondamento e financo di logica. Per inciso, si osserva che non risulta alcuna richiesta di adesione alla Camera da parte di Confassociazioni España, ciò che rende l’illazione contenuta nell’articolo ancor più curiosa".

Alla luce di queste considerazioni dichiara:

1. la Camera è sottoposta alle verifiche costanti e strutturate previste dalla normativa vigente, incluse revisioni annuali da parte di revisori indipendenti iscritti al Registro dei Revisori Contabili, ed è tenuta a trasmissioni periodiche di rendicontazioni ai Ministeri vigilanti. L’Ente è inoltre soggetto a ispezioni e verifiche ministeriali periodiche. In particolare, il 17 aprile 2024 la Camera è stata oggetto di una verifica amministrativo-contabile da parte dell’Ispettorato Generale dei Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il cui esito non ha evidenziato alcuna irregolarità;

2. gli Ambasciatori esprimono annualmente valutazioni sull’operato delle Camere, garantendo un ulteriore livello di controllo istituzionale sull’attività svolta;

3. i contributi pubblici effettivamente percepiti dalla Camera sono di importo significativamente inferiore a quanto erroneamente riportato e risultano da rendicontazioni ufficiali pubbliche e agevolmente verificabili presso l’Autorità competente;

4. l’incarico presidenziale è non retribuito e privo di deleghe operative. Il Presidente ha regolarmente partecipato alle riunioni del Consiglio di Amministrazione della Camera e ai principali eventi istituzionali, ricoprendo per due mandati (otto anni) il ruolo di Consigliere di Assocamerestero partecipando assiduamente alle riunioni del direttivo;

5. i patrocini gratuiti della Camera riguardano esclusivamente l’uso del logo istituzionale e non comportano selezioni economiche né esclusioni di imprese. La Camera non gestisce bandi pubblici né graduatorie, non attribuisce contributi economici, non dispone di poteri di ammissione o esclusione discrezionale rispetto a imprese o associazioni né seleziona beneficiari di fondi pubblici.

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