Gli uomini della Guardia di Finanza stanno eseguendo una serie di approfondimenti e perquisizioni nell'ambito dell'inchiesta della procura di Genova legata ai 49 milioni confiscati alla Lega. Da quanto emerge si tratterebbe di verifiche riguardanti l'Associazione Maroni presidente, nata nel 2013 per le regionali.

L'inchiesta genovese nasce da quella sui rimborsi elettorali, che il Carroccio avrebbe intascato ai danni del Parlamento, in un periodo tra il 2008 e il 2010, falsificando rendiconti e bilanci. Il processo si è concluso lo scorso 6 agosto con una sentenza della Cassazione, che oltre ad avere stabilito la prescrizione per i reati per Umberto Bossi e per il tesoriere Belsito, ha confermato la confisca dei 49 milioni.

L'ipotesi su cui stanno ora lavorando i magistrati genovesi riguarda il presunto riciclaggio di parte di quei fondi, che da settembre il partito sta restituendo allo Stato a rate: secondo i pm parte di quella somma sarebbe stata fatta sparire in Lussemburgo attraverso la banca Sparkasse di Bolzano, e poi sarebbe stata fatta rientrare, in parte, subito dopo i primi sequestri disposti della procura.

La banca ha invece sempre sostenuto che quei fondi (circa 10 milioni) fossero soldi dello stesso istituto, che nulla avevano a che fare con il partito. A giugno scorso, inoltre, investigatori e inquirenti genovesi hanno ascoltato, come persona informata sui fatti, l'ex consigliere della lista Maroni Presidente, Marco Tizzoni, che a Milano aveva presentato un esposto in cui aveva adombrato il sospetto che l'Associazione Maroni Presidente "fosse stata tenuta nascosta ai consiglieri dovendo servire quale soggetto occulto di intermediazione finanziaria in favore della Lega o di terzi".

"Una sentenza definitiva ha sancito che la Lega ha truffato lo Stato per 49 milioni, falsificando bilanci e rendiconti per ottenere i rimborsi pubblici. La Lega è condannata a restituire quelle somme ma non lo ha fatto. Da tempo sul partito di Salvini gravano forti sospetti di riciclaggio. Pochi minuti orsono un salto di qualità: mentre scrivo sono in corso perquisizioni della GdF relative a questa inchiesta. Al centro degli accertamenti l'Associazione Maroni Presidente. Stiamo ancora aspettando, dopo tante iniziative parlamentari, che Salvini ci dica dove sono finiti i proventi della truffa. Per ora ha fatto scena muta", ha attaccato il senatore Pd Dario Parrini.

Indagato l'assessore regionale Stefano Bruno Galli

Il presidente dell'Associazione Maroni presidente – stando a quanto si legge nello statuto pubblicato sul sito – è Stefano Bruno Galli, che è anche assessore all'Autonomia e alla cultura della Regione Lombardia, e che ora risulta indagato dalla procura della Repubblica di Genova nell'ambito dell'inchiesta sul presunto riciclaggio di una parte dei 49 milioni di fondi della Lega, con l'accusa di riciclaggio. Secondo quanto si apprende, le perquisizioni dei finanzieri hanno interessato uffici e domicili a Milano, Monza e Lecco. Il consiglio direttivo dell'Associazione è invece composto da Andrea Cassani, Ennio Castiglioni e dall'ex sottosegretario Stefano Candiani. Il tesoriere è Federica Moro.

Maroni: "Mai avuto un ruolo nell'Associazione"

L'ex governatore della Lombardia ed ex segretario leghista, Roberto Maroni, respinge ogni suo coinvolgimento nell'indagine genovese sul presunto riciclaggio di una parte dei 49 milioni dei fondi del suo partito: "In merito alle indagini che riguardano un'associazione che porta il mio nome (creata per le elezioni regionali del 2013) preciso di non aver mai avuto in essa alcun ruolo gestionale né operativo. Sono tuttavia certo della correttezza della gestione da parte del presidente e dei consiglieri".