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Caso Fiorito

Fiorito deve restare in carcere: “Ha assecondato i suoi sfizi e capricci”

Per il Tribunale che ne ha confermato la detenzione dietro le sbarre di Regina Coeli, l’ex capogruppo del PdL alla Regione Lazio ”irriderebbe prescrizioni diverse dal carcere”. E’ ”un personaggio dalla debordante propensione criminale”
A cura di Biagio Chiariello
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Chi è Franco Fiorito, l'ex capogruppo del gruppo Pdl alla Regione Lazio, ora dietro le sbarra di Regina Coeli con l'accusa di peculato? E' un «personaggio dalla debordante propensione criminale» che approfittando della propria alta funzione «si è comportato "uti diminus" nei confronti del denaro di cui aveva possesso in ragione del suo ufficio». Denaro che ha impiegato «dopo averlo sottratto con diversi strumenti operativi per la soddisfazione di spese personali spesso di natura voluttuaria e per assecondare i propri sfizi e i propri capricci». Una esauriente descrizione con cui il Tribunale del Riesame presieduto da Filippo Casa fornisce la motivazione che ha portato nei giorni scorsi a confermare la detenzione in carcere per Er Batman, accusato di essersi appropriato di quasi un milione e 400mila euro dei fondi del partito alla Pisana di Roma a lui affidati.

Una condotta biennale di ostentata strumentalizzazione della carica rivestita e di scandalosa dissipazione di ingenti risorse pubbliche per fini personali".

Insomma, per Fiorito soltanto la galera può «permettere di recidere gli innumerevoli contatti intrattenuti sia con i correi che con soggetti parimenti compiacenti, con i quali nel caso di arresti domiciliari con obbligo di firma potrebbe interferire come già fatto nel processo di genuina formazione della prova o mantenere la struttura di potere da lui stesso costituita». Il tribunale, percorrendo tutti le vicende che hanno preceduto le manette per l'ex tesoriere pidellino, cita anche le spese pazze compiute da Fiorito negli ultimi due anni:  tra cui l'acquisto di una Jeep, di un Suv e di una Smart, le vacanze da sogno (a Parigi, Positano e in Costa Azzurra), le cene al ristorante e la villa al Circeo, senza dimenticare i numerosi conti tra l'Italia e la Spagna. I giudici non hanno dubbi: quella di Fiorito è una personalità «negativa» e «di un ingordo grassatore della cosa pubblica».

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