Finanziamento illecito ai partiti: un emendamento del Pdl toglie il carcere

A cura di D. F.
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L’emendamento prevede la sostituzione della reclusione con una “sanzione amministrativa pecuniaria”.

Colpo di mano del Pdl, che in un emendamento depenalizza il reato di finanziamento illecito ai partiti, cancellando la pena del carcere e prevedendo soltanto una sanzione amministrativa pecuniaria. La proposta è stata firmata da  Maurizio Bianconi, vice segretario amministrativo del Pdl, Anna Grazia Calabria, responsabile giovanile del partito, le deputate Elena Centemero e Laura Ravetto, e l’ex ministro dell’agricoltura Francesco Saverio Romano: secondo il quotidiano la Repubblica, l'emendamento "scardina dalle fondamenta la norma che ha reso possibile Mani pulite”.

Per comprendere la portata dell'emendamento, ricordiamo  il terzo comma dell’articolo 7 della legge 195 che impone che “chiunque corrisponda o riceve contributi senza che sia intervenuta la deliberazione dell’organo societario o senza che il contributo o il finanziamento siano stati regolarmente iscritti nel bilancio della società stessa, è punito, per ciò solo, con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa fino al triplo delle somme versate”. Ebbene, l'emendamento prevede che "all'articolo 7, terzo comma, le parole da ‘reclusione a triplo' sono sostituite dalle seguenti ‘sanzione amministrativa pecuniaria pari al triplo'".

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