Continuano le proteste per il festival “Todi città del libro”, dietro la cui organizzazione ci sarebbe anche CasaPound. Il 17 giugno si terrà la manifestazione di protesta “Todi città dell’antifascismo”, promossa da varie associazioni, dalle organizzazioni sindacali tra cui la Cgil, dall’Anpi e da Libera. “Nonostante i numerosi appelli e una petizione con quasi 2.000 firme della petizione, né la Regione Umbria né il Comune di Todi hanno ritirato il patrocinio al festival Todi-Città del Libro. La manifestazione dunque si terrà col beneplacito delle istituzioni, come da programma”, spiegano gli organizzatori della manifestazione del 17.

Sono proprio queste sigle e queste associazioni a sottolineare che “dal 17 al 20 giugno sfileranno esponenti di CasaPound, giornalisti e scrittori legati al mondo dell'estrema destra e dei sedicenti ‘fascisti del terzo millennio’”, come scrivono la Cgil e le associazioni che invitano in piazza “gli antifascisti e le antifasciste dell'Umbria”. La manifestazione si terrà giovedì 17 giugno alle 17 in piazza del Popolo: sarà un presidio “per ribadire a gran voce che le istituzioni devono rispettare la Costituzione alla quale prestano giuramento, quella Costituzione nata dalla Resistenza e fondata sull'antifascismo”. Le stesse sigle sottolineano “di non avere certo paura dei libri, né di voler chiedere alcuna censura, ma di pretendere il rispetto delle leggi e dei principi sui quali si basa la nostra Repubblica e ai quali devono rendere conto le istituzioni e chi le rappresenta”.

Arriva anche la replica da parte dell’associazione culturale Castelli di Carta, che organizza il festival letterario di Todi, previsto dal 17 al 20 giugno: “Cgil, Anpi e altre sigle locali (tra cui associazioni femministe) avrebbero indetto una manifestazione dal titolo ‘Todi città dell’antifascismo' per giovedì 17 alle 17 proprio in piazza del Popolo. Piazza che, come è noto da mesi, ospiterà il nostro festival letterario. La scelta della location dunque ci lascia perplessi. Almeno quanto il titolo della manifestazione, che fa il verso a quello – sensato e pertinente – della nostra kermesse culturale”.