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Elezioni regionali Calabria 2020

Elezioni regionali, candidato leghista che salutava “amici della chat revenge porn” non viene eletto

Alla fine Alfio Baffa, il candidato leghista al Consiglio Regionale in Calabria, non è stato eletto. Il suo era diventato un volto noto nei social dopo la pubblicazione di un video in cui si vedeva Baffa disteso nella sua vasca da bagno che, sigaro alla mano, salutava gli “amici della chat revenge porn”. Matteo Salvini aveva provato a scagionarlo dalla marea di accuse e indignazione che lo avevano investito, affermando di non entrare in merito alle “scelte sessuali altrui”: frase che però, alla fine, aveva solo alimentato le controversie.
A cura di Annalisa Girardi
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La campagna elettorale per le elezioni regionali che si è appena conclusa in Emilia Romagna e Calabria è stata densa di polemiche, molte delle quali si sono materializzate sui social. È ad esempio il caso di Alfio Baffa, il candidato leghista in Consiglio Regionale di Corigliano Calabro che aveva fatto discutere per il suo video in cui, disteso nella sua vasca da bagno, con bicchiere alla mano e sigaro in bocca, salutava "gli amici della chat revenge porn", parlando di un comizio appena concluso a fianco di Matteo Salvini. Come sono andate per lui le elezioni, quindi? Non bene, in quanto Baffa non ha superato lo scoglio delle Regionali in Calabria, risultando quindi non eletto. La domanda ora è: quanto è stato determinante quel famoso video dalla vasca da bagno e l'onda di polemiche che ne è derivata?

Alla fine Alfio Baffa non è quindi riuscito a guadagnarsi un posto in Consiglio Regionale. Come è stato, d'altronde, per molti colleghi della Lega: il Carroccio, si è confermato nella Regione come seconda forza del centrodestra, dopo Forza Italia (partito a cui appartiene la nuova presidente della Calabria, Jole Santelli), riuscendo a ottenere solo cinque consiglieri. E il candidato di Corigliano Calabro non è tra questi. Nella circoscrizione Nord in cui era candidato, infatti, ha ottenuto soltanto 510 preferenze: non abbastanza per sedersi in Consiglio. I candidati della Lega che sono stati eletti hanno ottenuto consensi ben più ampi, tutti al di sopra del migliaio di preferenze. Pare quindi che l'episodio della vasca da bagno e del revenge porn abbia pesato sul giovane Baffa, investito dalle controversie a livello nazionale. Non è bastato nemmeno l‘intervento diretto di Matteo Salvini, che aveva provato a scagionarlo affermando di non voler entrare nel merito di "scelte sessuali altrui", così come di non avere intenzione di infilarsi in "vasche da bagno altrui". Una frase che, in ultima istanza, non aveva fatto altro che alimentare l‘indignazione sui social: in molti infatti, avevano fatto notarle al leader del Carroccio che non si sta parlando di gusto sessuale, bensì di un reato.

In seguito all'episodio, anche lo stesso Baffa aveva cercato di difendersi dalle accuse, pubblicando un lungo post su Facebook in cui affermava: "In merito al video che mi sta rendendo famoso mi chiedo: un bagno in vasca fa notizia perché i candidati delle altre liste non sono molto “puliti”? O forse è una questione di buon gusto? Perché in quel caso ci tengo a scusarmi: non si può bere del rhum in un bicchiere di plastica! Che un video mandato goliardicamente a qualche amico potesse finire sulle testate nazionali non me lo sarei mai aspettato, ma grazie a questo video avrò qualche vecchio amico in meno ma tanti nuovi amici in più che stanno esprimendo solidarietà per questo sciacallaggio. La politica calabrese è cattiva, me lo avevano detto, ma pensavo mi giudicassero per i temi o per le categorie che intendo rappresentare, non certo per aver detto qualche parola inopportuna in una chat goliardica! Chiedo scusa se qualcuno si fosse sentito offeso o non abbia gradito la mia vista in una vasca, per farmi perdonare durante la mia campagna elettorale distribuirò gratuitamente sigari a chi ne vorrà. Credo che nella vita si può sbagliare qualche parola o qualche scelta, ma dagli errori si guarisce. Di cattiveria, invece, si muore. Vi aspetto per fumarci un sigaro insieme, e crepi l’avarizia".

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