"Voglio tranquillizzare tutti: non farò campagna elettorale con fasci littori, saluti romani e fez. Trovo però inaccettabile che Facebook chiuda il mio profilo personale solo perché il mio cognome è Mussolini. Ieri sono stato bloccato fino al giorno 11 di Aprile, pur non avendo scritto nulla. Dopo una giornata di insulto libero contro la mia persona e la mia famiglia". Lo ha denunciato in una nota Caio Giulio Cesare Mussolini, candidato di Fratelli d'Italia nella Circoscrizione Sud per le elezioni europee 2019.

"Se poi la policy di Facebook è consentire foto a testa in giù, insulti, minacce di morte e di aggressioni, e al contempo sanzionare una persona solo per il suo cognome, allora siamo messi malissimo – ha proseguito nella nota – Qui l'unico discriminato sono io. Facebook si comporta come un centro sociale. È inaccettabile. Sto valutando con i miei avvocati se iniziare un'azione legale". Non solo per la sua storia familiare, ma anche per la sua carriera professionale, sembra il candidato perfetto per correre per le europee con Fratelli d'Italia. Caio Giulio Cesare è infatti nipote di Vittorio, figlio di Benito Mussolini. Oggi ha 50 anni, è stato militare di Marina e dirigente di Finmeccanica, la principale azienda di Difesa italiana, per la quale ha svolto il ruolo di rappresentante in Medio Oriente.

Giorgia Meloni ha preso le difese di Mussolini su Facebook: "Dopo l'annuncio della candidatura con Fratelli d'Italia, Caio Mussolini è stato riempito di insulti e minacce sui social da parte dei sedicenti democratici. E invece di bloccare questi bulli da tastiera, Facebook ha pensato bene di bloccare Caio per il cognome. La dittatura del pensiero unico è in corso amici…"

La candidatura del pronipote del Duce è stata ufficializzata ieri dalla leader di Fratelli d'Italia: "È un vero piacere – ha scritto Meloni sui social – ufficializzare la candidatura di Caio Giulio Cesare Mussolini con Fratelli d'Italia per le elezioni europee del 26 maggio. Il suo curriculum parla da sé: professionista, militare e patriota. Anche con il suo contributo, siamo pronti per #CambiareTutto in Europa!". Il post è accompagnato da un video, girato volutamente nel quartiere dell'Eur, ai piedi del Palazzo della civiltà italiana, soprannominato Colosseo Quadrato, da sempre simbolo del Ventennio.

"Voglio esprimere piena solidarietà a mio cugino, Caio, candidato di FdI alle Europee, che nella giornata di ieri è stato ingiustamente bannato da Facebook. Anche lui, come tutti i Mussolini, si è ritrovato ad essere ‘perseguitato' dalla polizia di pensiero firmata da Zuckerberg che, senza alcun motivo, ha deciso di sospendergli l'account, ma si è guardata bene dal fare altrettanto con chi, oltre ad averlo insultato, ha rivolto contro di lui pesanti minacce di morte", ha scritto Rachele Mussolini, consigliere comunale della lista civica ‘Con Giorgia' e vice presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale. "Trovo che ciò sia vergognoso, antidemocratico e politicamente scorretto: sono indignata e amareggiata per l'atteggiamento discriminatorio che la piattaforma continua ad adottare verso esponenti della mia famiglia, oltre che verso di me. Tutto ciò non è più accettabile, così come non lo è sottovalutare minacce espresse in maniera chiara e dalle quali vanno prese, con rigore e immediatezza, le distanze. Contrariamente si diventa conniventi e corresponsabili".