1 Ottobre 2021
19:36

Elezioni amministrative, chi sono i 10 candidati ‘impresentabili’ per la commissione Antimafia

Sono dieci i candidati considerati ‘impresentabili’ dalla commissione Antimafia, per le elezioni amministrative e per le regionali in Calabria. Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace che sostiene Luigi De Magistris, è l’unico ‘impresentabile’ della sua Regione, a causa della condanna di primo grado arrivata ieri. Se venisse eletto sarebbe sospeso.
A cura di Annalisa Cangemi

Si vota il prossimo 3 e 4 ottobre per le elezioni regionali in Calabria e per le amministrative. Le urne saranno aperte in 1.348 i comuni: al voto 20 capoluoghi di provincia, tra i quali ci sono sei capoluoghi di Regione (Trieste, Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino). Secondo la commissione Antimafia sono dieci in tutto i candidati cosiddetti "impresentabili". I loro nomi sono stati diffusi dal presidente della commissione Nicola Morra, al termine della seduta in cui sono state esaminate le liste, tenendo conto della legge Severino e del codice di autoregolamentazione firmato da tutti i partiti presenti in Antimafia.

In Calabria l'unico candidato ‘impresentabile' è Mimmo Lucano

Alle elezioni regionali in Calabria è Domenico Lucano l'unico candidato considerato ‘impresentabile', in virtù della legge Severino. Candidato all'assemblea regionale per la lista ‘Un'altra Calabria è possibile', a sostegno di Luigi de Magistris, l'ex sindaco di Riace se venisse eletto risulterebbe sospeso di diritto, a causa della condanna in primo grado – 13 anni  e due mesi di reclusione – ricevuta ieri, nel processo Xenia sui presunti illeciti nella gestione dei migranti. Lucano era accusato di associazione per delinquere, abuso d'ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d'asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

"Rifarei tutto quello che ho fatto", ha detto Lucano parlando con i cronisti a Riace dopo l'incontro con Luigi de Magistris, a conclusione della campagna elettorale. "Tutti hanno detto che la mia è una condanna abnorme – ha aggiunto l'ex sindaco – Ciò che mi fa più male? Il fatto che la gente possa avere dei dubbi su di me. Io non ho fatto tutto questo per un secondo fine. Dopo ieri credo nella giustizia, non nella illegalità ma nella giustizia sì".

Chi sono gli altri candidati ‘impresentabili'

Gli altri 9 candidati alle elezioni comunali che sono risultati impresentabili secondo l'Antimafia sono l'ex pentastellato Marcello De Vito e Maria Capozza (FI), entrambi candidati a Roma a sostegno del candidato del centrodestra Enrico Michetti; Viorica Mariuta e Antonio Ruggiero, entrambi del Movimento idea sociale, che nella Capitale appoggia il candidato sindaco, Gianluca Gismondi. A Napoli c'è Carlo De Gregorio, della lista ‘Essere Napoli', a sostegno di Catello Maresca.

Mentre a Bologna, in appoggio a Matteo Leopore, è tra gli ‘impresentabili' Riccardo Monticelli, della lista ‘Coalizione civica per Bologna coraggiosa, ecologista, solidale'. Al Consiglio comunale di Cosenza è considerato ‘impresentabile' Gianluca Guarnaccia, della lista "Coraggio Cosenza", in appoggio al candidato sindaco Franco Caruso. A Siderno in caso di elezione risulterebbe sospeso di diritto Domenico Barbieri, della lista ‘Corriamo insieme', a sostegno del candidato sindaco Antonio Cutugno. Infine, il senatore Marco Pellegrini ha sollevato il caso del candidato sindaco per il Comune di Cerignola, Franco Metta, per il quale il Tribunale di Bari ha sancito, il 1 giugno scorso, l'incandidabilità, seppur non definitiva. In base al Codice di autoregolamentazione, infatti, è preclusa la candidabilità a chi ha ricoperto il ruolo di sindaco di Comuni sciolti per mafia.

A carico di Marcello De Vito, presidente dell'Assemblea Capitolina, risulta un decreto di giudizio immediato per corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio; a carico di Viorica Mariuta risulta invece una condanna non definitiva per peculato; per Antonio Ruggiero un decreto di giudizio per impiego di denaro, utilità o altri beni di provenienza illecita; per Maria Capozza un decreto che fissa un giudizio per corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio.

A carico di Gianluca Guarnaccia ci sono due rinvii a giudizio, uno per associazione di stampo mafioso; per Domenico Barbieri, risulta una condanna non definitiva a sei mesi per detenzione di stupefacenti; nei confronti di Carlo De Gregorio è stata emessa condanna per importazione, detenzione e commercio di sostanze stupefacenti; a Riccardo Monticelli è stata inflitta, con condanna irrevocabile, una pena (4 mesi di reclusione ed euro 1.000 di multa) per delitto di detenzione ai fini di spaccio.

"Rimango esterrefatta per la comunicazione data dalla Commissione Antimafia – ha commentato Maria Capozza – Io non ho mai ricevuto una condanna, nemmeno in primo grado, figuriamoci definitiva. Semmai come whistleblower ho denunciato fatti illeciti presso le IPAB le cui ricchezze (di tutti) erano diventate presa degli speculatori e dei politici. Lo stesso presidente della commissione antimafia Morra ha presentato diverse interrogazioni in mio favore. Questo ribaltamento della realtà non vorrei fosse letto in chiave meramente politica per lo schieramento che mi ha ospitato. Peraltro con una modalità brutale che non si addice ad una commissione di garanzia che a poche ore dal silenzio elettorale non garantisce neanche il diritto di replica. Ma almeno potrò adire per le vie legali per tutelare la mia onorabilità". 

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