Il rapporto della Fondazione Moressa, riportato da La Repubblica, racconta di una fetta cospicua della popolazione studentesca italiana: nell'anno scolastico 2015/2016 gli alunni stranieri sui banchi di scuola erano 815mila. E questa cifra coinciderebbe con il numero di destinatari della riforma sullo ius soli. In particolare sarebbero 634.592 i beneficiari dello ius soli, cioè i nati da genitori stranieri con permesso di soggiorno di lungo periodo o permesso permanente, e 166.008 quelli che otterrebbero la cittadinanza attraverso lo ius culturae, cioè i nati all'estero ma immigrati in Italia entro i 12 anni e che hanno frequentato la scuola italiana per almeno 5 anni. Complessivamente quindi i beneficiari della riforma sarebbero 800.600 minori stranieri, l'80% di tutti quelli residenti in Italia. In tutto i minori stranieri che vivono in Italia sono circa un milione, e rappresentano il 21% di tutti gli stranieri. I bimbi maschi sono il 52%, le femmine sono il 48%.

Secondo lo spaccato offerto dallo studio, la comunità più numerosa in Italia è quella rumena, seguita da quella albanese e marocchina. Poi ci sono i cinesi, filippini, indiani, moldavi, ucraini, pachistani e tunisini.

Per quanto riguarda invece la religione più diffusa, al primo posto c'è quella cristiana, che è la religione principale per il 44% dei minori, dando per scontato che gli immigrati siano in tutto la proiezione del Paese di provenienza, anche nell'ambito religioso. Quindi nei Paesi dell'Est Europa la prevalenza segue la religione ortodossa: 87% in Romania, 93% in Moldavia, 70% in Ucraina. I cattolici sono invece in maggioranza nelle Filippine 85%. I figli di famiglie musulmane sono invece poco più di un terzo, ovvero il 38,4%.