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Conflitto in Ucraina
8 Maggio 2022
13:43

Draghi non andrà in Parlamento prima di incontrare Biden, Salvini: “Presidente USA abbassi i toni”

I tempi sono troppo stretti: Draghi non riferirà in Parlamento (come richiesto da Conte) prima di volare a Washington e incontrare Biden. L’ex ministro Pd Delrio e il leader della Lega Salvini però avvertono: “Presidente Usa deve abbassare i toni, basta guerra in Ucraina”.
A cura di Annalisa Girardi
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Mario Draghi non andrà a riferire in Parlamento prima della visita a Washington, dove incontrerà il presidente statunitense Joe Biden. A chiedere un passaggio con Camera e Senato era stato il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, che aveva insistito affinché, a due mesi dall'inizio del conflitto, il presidente del Consiglio si recasse alla Camera e in Senato per ricevere un indirizzo politico prima di un'importante visita come quella alla Casa Bianca prevista per il 10 maggio. In cui, ovviamente, si parlerà di come sostenere l'Ucraina: quindi sanzioni a Mosca e nuove armi a Kiev.

Ma proprio su quest'ultimo punto il M5S chiede cautela. Mentre Biden si è detto favorevole all'invio di armi offensive alla resistenza ucraina, in Europa è in corso il dibattito su come evitare un'escalation del conflitto. Alla luce di un contesto di questo tipo sullo sfondo, Conte aveva insistito perché Draghi si presentasse alle Camere prima di volare a Washington, ma da Palazzo Chigi fanno sapere che i tempi sono troppo stretti. Il primo spazio utile per il confronto sarà quello già previsto per il 19 maggio, al Question Time.

Da parte sua il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, cerca di abbassare i toni ricordando che il Parlamento si è già espresso molto chiaramente sul tema di invio delle armi in Ucraina, votando a favore dell'invio di armi in Ucraina. Due mesi più tardi, però, la prospettiva di un'espansione del conflitto preoccupa. "Draghi dovrebbe dire a Biden di non esasperare i toni. Perché Draghi, Macron, Scholz e Sanchez non si fanno promotori di una mediazione?", ha commentato oggi l'ex ministro del Partito democratico, Graziano Delrio, in un'intervista con La Stampa. Che però non sostiene in alcun modo la crociata di Conte sul tema: "Arriva un momento in cui bisogna fermarsi, se no i governi cadono", ha avvertito. Per poi aggiungere: "Non facciamo gli ipocriti. Le armi sono tutte pericolose e possono uccidere. Nel momento in cui decidiamo di aiutare la resistenza ucraina, stiamo decidendo comunque di fornire strumenti di morte. Diverso dire però che solo con le armi si fa la pace con la Russia". E ancora: "Io ho cominciato a dirlo fin dall'inizio di questa guerra. E anche il mio partito è contrario alla corsa al riarmo. Siamo in una notte buia che può portare a conseguenze imprevedibili per i popoli europei".

Sulla stessa linea anche Matteo Salvini. Che in un tweet afferma di trovarsi d'accordo con l'esponente del Partito democratico: "Biden abbassi i toni, basta guerra. Italia ed Europa siano mediatrici e portatrici di pace", ha scritto il leader della Lega sui social.

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