Cambiamenti in vista per il Movimento Cinque Stelle. Parola del capo politico Luigi Di Maio: "Il Movimento è cambiato in questi anni e cambierà ancora", promette in un colloquio con ‘la Repubblica'. E l'evoluzione è ormai irrinunciabile, se si vuole sopravvivere. Per Di Maio serve una "nuova visione", per costruire una "Cosa grillina".

Il capo politico ribadisce ancora una volta che non si tratta di discutere delle sue dimissioni, ma dell'opportunità di cambiare la leadership, di trasformarla in qualcosa di diverso. Non basta pensare a un eventuale ‘vice', perché, questo è il ragionamento di Di Maio, per rispondere alle esigenze di un Movimento che solo due anni fa ha ottenuto il 32%, e fa parte dell'esecutivo, raddoppiare il vertice non servirebbe ad assicurare una migliore gestione. Per questo in vista degli Stati generali del M5s, che si terranno a marzo, si formerà un ‘collegio'. "Il punto non sono le mie dimissioni da capo politico né da ministro degli Esteri – dice ai suoi collaboratori – non si discute di questo, ma del futuro del Movimento".

Il progetto non è però quello di riformare un ‘direttorio', ma dar vita a un comitato, per dividere le responsabilità, che sappia non solo dirigere e organizzare, ma anche rielaborare i contenuti. Ci sono nuovi obiettivi da ripensare, dopo il successo di alcune battaglie, come il reddito di cittadinanza. Ma anche Beppe Grillo, il Garante del Movimento, sostiene che si debba aprire una ‘Fase 2', mettendo da parte quelle lotte che ormai possono essere archiviate come sconfitte, come la Tav.

"Per la prima volta dopo 10 anni di storia del nostro Movimento ci rivedremo tutti insieme il 15 marzo in una location che stiamo scegliendo, per mettere finalmente in piedi una Carta dei valori e anche un'organizzazione più efficace, perché il solo capo politico non ce la può fare", ammette Di Maio durante un comizio a Lamezia Terme in vista delle elezioni regionali in Calabria che si terranno il prossimo 26 gennaio. Questa tornata elettorale sarà un primo test importante, per controllare lo stato di salute del malato. E lo sa bene Di Maio, che in Calabria e d Emilia-Romagna non avrebbe nemmeno presentato il simbolo: "Ma come sempre decidono i militanti. Anche nel prossimo futuro. Saranno loro a compiere ogni scelta", assicura.

Se tutto questo riguarda il futuro del M5s e l'apertura di una fase di riorganizzazione, il leader pentastellato non può ignorare gli scontri e gli attacchi interni, aumentati soprattutto all'indomani della batosta alle elezioni europee dello scorso maggio. Un momento difficile, culminato che diverse fuoriuscite dal Movimento, registrate nelle ultime settimane. Di Maio sostiene comunque di aver lottato spesso da solo, mentre altri sono rimasti delle retrovie, preferendo non esporsi nei programmi in tv, per difendere l'operato del Movimento Cinque Stelle: "E paradossalmente – si lamenta – ora proprio quelli che si non si sono sporcati le mani, chiedono a me maggiore coinvolgimento e dicono che le colpe sono solo mie".