"Io suggerirei in maniera molto rispettosa al presidente Draghi di sollevare in maniera leggiadra le sue regali natiche e dire qualcosa sul caso Durigon": a dirlo è Alessandro Di Battista, ex deputato ed ex esponente del Movimento Cinque Stelle, commentando in un'intervista con Fanpage.it la nostra inchiesta sul sottosegretario al Mef, Claudio Durigon. Di Battista punta anche il dito contro quello che, fino alla nascita del governo Draghi, era stato il suo partito: "Consiglio e chiedo ai miei ex colleghi del M5s di alzare i toni, ma basterebbe appunto andare da Draghi dicendo: ‘Questa situazione è molto complicata, il governo non la può reggere da un punto di vista etico, bisogna intervenire perché se non si interviene su questo caso evidentemente l'andazzo è un andazzo che non ci piace e noi lo lasciamo alla maggioranza".

E ancora: "Io ritengo che il sottosegretario Durigon si dovrebbe dimettere all'istante e ritengo che se le forze politiche, a cominciare dal Movimento Cinque Stelle, fossero dure su questo punto le dimissioni arriverebbe molto molto presto". Di Battista ha sottolineato come Durigon al momento rimanga al suo posto di sottosegretario al ministero dell'Economia, che in questo momento sta gestendo direttamente centinaia di miliardi di euro del Recovery Fund: "La guardia di finanza dipende dal Mef, ergo o è un traffichino qualora quel che lui ha detto fosse vero, oppure è un millantatore quindi un uomo dal punto di vista dell'etica politica piuttosto scadente. E in una fase del genere ancor di più è indegno che possa ricoprire ruoli così apicali all'interno probabilmente del ministero più potente nella Repubblica italiana".

Di Battista poi ha fatto riferimento alla questione delle nomine. Nella nostra inchiesta si sente infatti Durigon promettere incarichi pubblici a terzi in Puglia. "Ma ci rendiamo conto? Io credo che in Italia ci siamo un pochino assuefatti a una mediocrità politica che non ci permette più di indignarci e di scandalizzarci, ove necessario farlo".

E ancora, in riferimento al presidente Draghi: "Non escludiamo del tutto il fatto che secondo qualcuno il presidente del Consiglio possa anche essere interessato a diventare presidente della Repubblica e dato che i voti per diventare presidente della Repubblica servono, chissà che la ‘pax draghiana' non dipenda anche dal fatto che si vogliano tenere buone tutte le forze politiche che hanno dei voti a disposizione e che potrebbero forse servire per diventare presidente della Repubblica". Per poi concludere: "Dal migliore dei migliore uno si aspetta anche delle prese di posizione non soltanto su tematiche legate alla finanza e al Covid, ma anche all'etica politica".

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