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Crollo supermercato a Firenze: la Regione Toscana nel 2017 abolì il settore “Prevenzione e sicurezza sul lavoro”

La regione Toscana nel 2017 abolì il settore “Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro”, dice Tommaso Fattori. E Laura Scalia della CGIL: “Non chiamateli “incidenti”, quando si muore sul lavoro non è mai una casualità”.
A cura di Saverio Tommasi
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Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, di fronte al cantiere Esselunga

Secondo il report dell'Osservatorio sicurezza e ambiente Vega, in Toscana nel 2023 ci sono stati 51 morti. Nel 2022 furono addirittura 72.

La reintroduzione del subappalto a cascata, voluta dal governo Meloni anche per non andare incontro a procedure di infrazione UE, peggiora una situazione già compromessa anche in Toscana. Laura Scalia, responsabile CGIL, spiega che la scelta di reintrodurre il subappalto a cascata "porta alla formazione di cooperative cosiddette spurie, formate esclusivamente per l'ottenimento di un subappalto".
In Toscana, non stiamo meglio. La Regione Toscana fino al 2017 aveva un autonomo settore sulla prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro, poi la giunta regionale a guida PD lo eliminò facendone confluire le competenze sotto il medesimo settore della veterinaria, dell'igiene pubblica e dei vaccini, chiamato con il generico nome "prevenzione collettiva".

Cosa ha significato, nel concreto, questa "riorganizzazione" del settore autonomo sulla sicurezza sul lavoro? Lo abbiamo chiesto a Tommaso Fattori, ex consigliere regionale che al tempo si oppose a questa scelta: "Questa ‘riorganizzazione', questo ‘accorpamento' sotto un unico settore, in concreto, significa nel tempo taglio di risorse e personale; ha significato declassamento e depotenziamento, ai danni di un efficace contrasto degli infortuni e delle morti sul lavoro".
L'abolizione dell'autonomo settore sulla prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro, fu votato dalla giunta dell'allora presidente Enrico Rossi, e mai rimessa in discussione dall'attuale presidente della regione Toscana Eugenio Giani, che ho incontrato questa notte all'uscita del cantiere Esselunga, dove ieri il crollo di un sostegno ha ucciso cinque operai. Per inciso, Giani ha negato che l'accorpamento sia mai avvenuto, mi ha accusato di dire falsità e si è rifiutato di rispondere, decidendo poi di interrompere l'intervista e di andarsene.

La realtà però è questa: la diluizione delle competenze sulla sicurezza sul lavoro, mescolandole con altre di natura completamente diversa, è avvenuta e non può essere considerata un miglioramento rispetto al controllo e alla prevenzione degli infortuni. Casomai, un risparmio.

"L'obiettivo era evidentemente un taglio ‘nascosto' di risorse e personale, che ha colpito le fasce più deboli della cittadinanza e i lavoratori più a rischio e meno protetti, come ha mostrato ancora una volta la tragedia di ieri", spiega Tommaso Fattori, che nel dicembre 2017 e poi ancora ad aprile 2018 portò in Consiglio regionale due atti che furono approvati a larghissima maggioranza e che impegnavano la Giunta PD a ricostituire un settore autonomo specificamente dedicato alla prevenzione e alla sicurezza sul lavoro, dotato di sufficiente personale. I due atti rimasero però lettera morta: la Giunta non dette infatti mai seguito all’indirizzo del Consiglio regionale.
"Se non riusciamo a organizzarci per prevenire efficacemente le violazioni, controllare e sanzionare, poi non possiamo versare lacrime di coccodrillo di fronte all’ennesima strage sul lavoro", conclude Fattori.

Anche in Toscana la precarietà è un fenomeno dilagante, è cresciuta la giungla degli appalti e subappalti, e quello dell'economia sommersa. In questo quadro, desolante, il governo Meloni e il ministro Salvini, hanno messo mano al codice degli appalti reintroducendo il subappalto a cascata.

Con la loro reintroduzione, ha spiegato Laura Scalia della CGIL, anche questioni più semplici finiscono per essere ignorate, "penso alla traduzione dei cartelli sulla sicurezza, per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, all'interno dei luoghi dove il lavoro si svolge; la presenza in queste situazioni di lavoratori stranieri, da questo punto di vista, viene spesso ignorata, e la mancata traduzione delle direttive sulla sicurezza in una lingua a loro conosciuta finisce per escluderli completamente da questa necessaria conoscenza".

L'abolizione di un comparto specifico per il controllo sulla sicurezza del lavoro, rende però tutto molto più complicato. Un attimo prima di salutarsi, a fine intervista, Laura Scalia mi dice: "Non so cosa scriverai nell'articolo, però non chiamarli "incidenti", non sono mai "incidenti", perché un incidente avviene per caso, invece questi sono "infortuni sul lavoro". E' diverso".
Mercoledì, a Firenze, la CGIL ha indetto una manifestazione nazionale – appunto – contro gli infortuni sul lavoro; e lo sciopero nazionale di edili e metalmeccanici.

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Sono giornalista e video reporter. Realizzo reportage e documentari in forma breve, in Italia e all'estero. Scrivo libri, quando capita. Il più recente è "Siate ribelli. Praticate gentilezza". Ho sposato Fanpage.it, ed è un matrimonio felice. Racconto storie di umanità varia, mi piace incrociare le fragilità umane, senza pietismo e ribaltando il tavolo degli stereotipi. Per farlo uso le parole e le immagini. Mi nutro di video e respiro. Tutti i miei video li trovate sul canale Youmedia personale.
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