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Cosa succede in Forza Italia, sabato Tajani sarà eletto presidente ma Fascina diserta il Consiglio

Forza Italia si ricompatta intorno ad Antonio Tajani, erede indiscusso – per ora – della leadership del partito fondato da Silvio Berlusconi. Marta Fascina non ci sarà, sabato, al Consiglio nazionale che eleggerà il ministro degli Esteri presidente.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Il partito si stringe intorno a lui, lui raccoglie l'eredità più pesante. Sabato sarà il giorno di Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri si presenterà al Consiglio nazionale di Forza Italia da leader in pectore e ne uscirà da presidente. Il primo dopo Silvio Berlusconi. Dopo trent'anni di Silvio Berlusconi. Tajani dovrà traghettare il partito al congresso del prossimo anno, che si dovrebbe tenere prima delle elezioni europee. E non è casuale la presenza, sabato prossimo, di Manfred Weber, il leader del Partito popolare europeo. Al fianco di Tajani e con un orizzonte che arriva già a giugno prossimo.

Oltre al via libera alla nomina di Tajani, che è ovviamente scontata, dovrà arrivare anche l'ok al nuovo documento programmatico in cui è descritto il futuro di Forza Italia. Ampio spazio è dedicato a Silvio Berlusconi, di cui bisogna seguire il solco tracciato, ma anche alla collocazione europeista (di cui il ministro degli Esteri è stato uno dei più validi rappresentanti). Poi ci sono i grandi classici: la riforma della giustizia, il ponte sullo Stretto, le pensioni minime a mille euro e la natalità.

In tutto ciò, il partito si è stretto attorno a quello che, da tempo, era riconosciuto come numero due senza averne mai avuto il grado ufficiale. Dopo la morte di Berlusconi, le frizioni nel partito sembrano essere scomparse, ma tutto lascia pensare a una calma apparente. Nel frattempo è scomparsa dai radar Marta Fascina, chiusa nel suo dolore e nella villa di Arcore, nell'attesa di capire quale mossa fare per il suo futuro politico non parteciperà al Consiglio nazionale di sabato 15 luglio.

La deputata e compagna di Berlusconi aveva scalato rapidamente le gerarchie nel partito, ma la sua unica sponsor ora sembra essere Marina Berlusconi. Non che questo sia di poco conto, anzi. Ma secondo le voci raccolte nei corridoi dei palazzi della politica il ritorno di Fascina in Parlamento non è particolarmente atteso. A difenderla è il suo fedelissimo Ferrante, ma resta quella prima uscita pubblica di Tajani, poi ritrattata, abbastanza indicativa di ciò che sarà: "Non serve ritagliarle spazi formali".

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