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Elezioni europee 2024

Cosa c’è dietro la rottura tra Possibile e Avs: perché il partito fondato da Civati non va alle europee

Il partito fondato da Giuseppe Civati e guidato da Beatrice Brignone, Possibile, non sarà alle europee nonostante in diversi territori collabori con Alleanza Verdi-Sinistra. Alla base della divisione ci sarebbe l’opposizione di Sinistra italiana, come ha spiegato Brignone a Fanpage.it. Civati, invece, si è limitato a un commento: “Povera sinistra”.
A cura di Luca Pons
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Possibile, il partito fondato dall'ex deputato Giuseppe Civati e oggi guidato dalla segretaria Beatrice Brignone, non sarà presente alle elezioni europee di giugno. L'annuncio è arrivato oggi con un comunicato diffuso sui social: "Nonostante il tentativo intrapreso da parte nostra fin dalle scorse politiche di costruire insieme una forza che si presenti alle elezioni unita, ad oggi ci spiace constatare che la nostra partecipazione non appare utile né forse gradita". Il riferimento è ad Alleanza Verdi-Sinistra, il partito composto da Europa verde (il cui co-portavoce è Angelo Bonelli) e da Sinistra italiana (del segretario Nicola Fratoianni). Insieme ad Avs, Possibile ha costruito collaborazioni in diversi territori, eleggendo anche dei suoi rappresentanti, come avvenuto in Sardegna e in Friuli. Queste alleanze locali continueranno, ma per le europee qualcosa non ha funzionato.

A Fanpage.it, Civati si è limitato a commentare: "Povera sinistra". La segretaria Brignone ci ha invece chiarito che non il problema non è stata la carenza posti in lista: "Non siamo neanche arrivati a parlarne. Il punto è che fin dalle ultime elezioni politiche stiamo cercando di costruire una proposta politica unitaria a sinistra. Pensavamo che i tempi fossero maturi per farlo anche alle europee, ma evidentemente ci sbagliavamo". Da parte dei Verdi (sia italiani che europei) "c’era disponibilità a presentare un contrassegno comune, mentre Sinistra italiana non è stata della stessa idea".

Beatrice Brignone, segretaria di Possibile
Beatrice Brignone, segretaria di Possibile

La mancata apertura per Brignone è "incomprensibile", perché sarebbe servita una "riflessione che riguardasse tutta la sinistra, come dimostra anche Santoro. Era chiaro fin dal 2022, quando ci siamo candidati con loro dando un contributo molto generoso". Nel 2022, sia Brignone che Civati si candidarono nelle liste di Avs, senza poter utilizzare il simbolo di Possibile. Allora, come ha riferito a Fanpage.it una fonte informata, internamente si disse che il motivo di questa assenza era che non c'erano i tempi tecnici per inserire un nuovo logo. Ma l'aspettativa era che la questione si sarebbe risolta in vista delle elezioni successive. Cosa che poi non è avvenuta.

Ciò che emerge da Possibile, quindi, è che una parte di Sinistra italiana non abbia voluto un altro simbolo sulla scheda elettorale, nonostante non ci fossero differenze sostanziali sulle posizioni politiche. Semmai visioni diverse sui temi da portare avanti in campagna elettorale, come clima e pace. Ma è sul simbolo elettorale che si sarebbero interrotte le trattative, creando un clima di ‘imbarazzo' che ha sostanzialmente impedito di arrivare a confrontarsi sulla campagna elettorale. Sul punto Brignone è stata netta: "Il problema sta nella tendenza a mantenere lo status quo. Siamo un Paese conservatore, anche a sinistra. Difficilmente cambiano schemi, parole e protagonisti".

Non è comunque la fine dell'alleanza, anzi: "Nei territori dove a Possibile è stato riconosciuto un giusto ruolo, ci auguriamo che il buon lavoro dei nostri iscritti si fortifichi e si potenzi", ha specificato. E per Possibile questo non è un passo indietro, se non quello "che serve per prendere la rincorsa", ha scherzato la segretaria. Tuttavia, "il campo a sinistra va profondamente riformulato".

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