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Elezioni europee 2024

Ignazio Marino candidato di Alleanza Verdi-Sinistra alle Elezioni Europee: “Sono tornato”

L’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, sarà capolista di Alleanza Verdi-Sinistra nella Circoscrizione Italia centrale alle Elezioni Europee. Lo hanno annunciato oggi Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.
A cura di Enrico Tata
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L'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, sarà capolista nella Circoscrizione Italia centrale per l'Alleanza Verdi-Sinistra alle Elezioni Europee. Lo hanno annunciato Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso la sede dell’Associazione Stampa Estera.  "Un titolo per il mio ritorno in campo? In sala operatoria mi prendono in giro per la mia passione per i film di Schwarzenegger. Quindi direi, ‘I'll be back'".

Marino: "Guerra e ambiente, le due emergenze che mi hanno spinto a tornare"

Sono due le emergenze che hanno convinto l'ex primo cittadino ad accettare la candidatura alle Elezioni Europee che si svolgeranno dal 6 al 9 giugno 2024: le guerre e la questione ambientale. "Come possiamo accettare che di fronte alla terribile e inescusabile violenza del 7 ottobre la risposta siano 33mila vittime civili, addirittura duemila bambini che hanno perso almeno un arto…come si fa a riconciliare? E’ invece quello che dobbiamo cercare, la soluzione non è inviare armi. Questo alimenta odio e vendetta. E l’Europa che fa? L’Europa è come un vaso di coccio, oggi cerca appoggi e alleanze quando invece potrebbe essere una guida".

"Io non cerco garanzie, non ne ho bisogno. Le mie idee non sono cambiate nelle ultime due decadi: diritti civili, diritti sociali, ambiente, e un ‘no' fermo alla guerra", ha dichiarato Marino.

Marino è stato sindaco di Roma dal 2013 al 2015

Attualmente dirigente e medico alla Thomas Jefferson University di Filadelfia, Ignazio Marino è stato eletto senatore nel 2006 e confermato nel 2008 e 2013. Il 12 giugno del 2013 è stato eletto sindaco di Roma. Al primo turno l'allora candidato del centrosinistra ottenne il 42,6% dei voti contro il 30,3% del sindaco uscente di centrodestra, Gianni Alemanno. Al ballottaggio vinse con il 63,9% dei voti.

Il 30 ottobre 2015 si dimise dalla carica a seguito delle dimissioni di 16 consiglieri comunali, tra cui molti del Partito democratico. L'atto firmato davanti a un notaio decretò la caduta dell'intera giunta. Ignazio Marino è stato il sindaco che ha chiuso la discarica romana di Malagrotta, la più grande d'Europa.

La giunta cadde per motivi politici, ma anche dopo il cosiddetto ‘scontrini gate': una cinquantina di cene rendicontate in modo anomalo e pagate indebitamente con la carta di lavoro. Per questi fatti, Marino fu assolto.

Matteo Renzi: "Marino fu una sciagura per Roma"

Quando i consiglieri del Pd diedero il benservito al sindaco Marino, segretario dei dem era Matteo Renzi, che oggi ha commentato così il ritorno del ‘Marziano': "Marino non è stato un buon sindaco. È stato mandato a casa dai suoi, non da me. E alcuni di quelli che l'hanno mandato a casa ora stanno in Parlamento, domandatelo a loro. A me non me ne può fregare di meno. Se si candida e va al Parlamento europeo, buon per lui. Io se c'è uno che non voto manco morto è proprio lui. Io penso che l'amministrazione Marino, così come quella Raggi e Alemanno, siano state tre sciagure. La scelta di mandarlo via fu del commissario Matteo Orfini, persona che io stimo. Una posizione che ottenne il consenso unanime di tutto il Partito democratico. Lui disse io mandante? Con tutto l'affetto del mondo, è una cosa di cui faccio fatica a interessarmi".

E Marino ha risposto a Renzi con queste parole: "Non mi vota? Non sapevo della dichiarazione di Renzi. Ma io sinceramente non contavo sul suo voto. Quindi va bene così…".

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