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Elezioni europee 2024

Chi votare alle elezioni europee 2024: tutti i programmi dei partiti a confronto

I programmi dei partiti candidati alle elezioni europee 2024 a confronto. Tanti i temi sul tavolo: ambiente, difesa comune europea, questioni di genere, politica industriale e tanto altro. Chi votare alle elezioni europee dell’8 e 9 giugno? Ecco le proposte dei leader di partito: oggi è l’ultimo giorno per votare, seggi aperti fino alle 23.
A cura di Pietro Forti
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Oggi, domenica 9 giugno 2024, è il secondo e ultimo giorno per votare alle elezioni europee 2024 in Italia: seggi aperti fino alle 23:00 per eleggere i 76 eurodeputati al Parlamento Europeo. I partiti candidati hanno depositato i loro programmi elettorali e sono diversi i temi e gli argomenti su cui si sono confrontati, dalla questione migranti al cambiamento climatico, passando per la questione di genere, la guerra in Ucraina e la difesa europea.

I programmi dei partiti per le elezioni europee parlano di tutti questi argomenti, dando più o meno spazio ad alcune istanze: c'è chi chiede un maggior ruolo dell'Italia in Europa, mentre altri vogliono che l'Ue sia meno presente nella vita dei cittadini.

Tra i candidati delle principali liste dei partiti italiani, tra cui Fratelli D’Italia, Pd, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega, Stati Uniti d’Europa, Alleanza Verdi-Sinistra e Azione, tanti leader di partito (Giorgia Meloni, Elly Schlein, Antonio Tajani, Carlo Calenda, Matteo Renzi) ma anche tanti nomi di primo piano, politici e non: dalla candidatura del generale Roberto Vannacci per la Lega in tutte le circoscrizioni a Cecilia Strada, capolista del Pd al Nord-Ovest; dall'insegnante detenuta in Ungheria Ilaria Salis, candidata di Alleanza Verdi-Sinistra, a Caterina Chinnici di Forza Italia.

Ecco cosa c'è dentro il programma dei principali partiti politici italiani per le elezioni europee 2024.

Elezioni Europee 2024, i programmi dei principali partiti candidati

Questi i programmi dei principali partiti politici italiani:

I programmi dei partiti sulla crisi climatica

La legislatura appena conclusa è stata quella del Green Deal: il tema dell'ambiente e della crisi climatica è stato uno dei principali punti di discussione, al centro di critiche da chi lo considerava insufficiente e da chi lo riteneva troppo invasivo.

Fratelli d'Italia ha una posizione chiara: quelle del Green Deal "scritto dalla sinistra europea" sono "eco-follie", che danneggiano in particolare gli agricoltori. Per questo il partito di Giorgia Meloni promette di "rivedere la Politica Agricola Comune (Pac)" per imporre meno restrizioni sulle coltivazioni in Europa. Un'altra direttiva che non piace è quella sulle cosiddetta "case green": criticatissima anche dalla Lega di Matteo Salvini, che promette di impedire il "sacrificio del nostro patrimonio immobiliare sull'altare dell'efficienza energetica". A tutela del settore dell'automotive, invece, l'Europa secondo il Carroccio deve intervenire contro la messa al bando del motore a combustione, prevista per il 2035, e di muoversi per una "piena legittimazione dell'utilizzo dei biocarburanti". Più moderate le posizioni di Forza Italia, che chiede di passare "da un Green Deal ideologico a uno realistico": tra le altre proposte, l'idea è quella di una "strategia europea di economia circolare" per avvantaggiare gli Stati membri nell'approvvigionamento di materie prime. Anche Azione chiede di "ridiscutere gli obiettivi ambientali fissati dall'Ue" e di "promuovere un piano europeo per l’adattamento al cambiamento climatico"; Stati Uniti d'Europa ritiene che sia necessario che l'Europa sia un "attore sovra-nazionale capace di contemperare sviluppo e rispetto dell’ambiente" e di implementare un modello che faccia da "esempio anche per Paesi extra-europei".

Tra le opposizioni, uno dei programmi che si concentra di più sulle proposte green è quello del Movimento 5 Stelle. Il partito di Giuseppe Conte si presenta alle elezioni con una serie di proposte in difesa degli animali, con interi capitoli dedicati ad allevamenti e pesca sostenibili, oltre ad agricoltura e la richiesta di un Recovery fund per la transizione energetica. Anche il Partito Democratico vuole spingere sulla transizione ecologica: il suo "Green Deal dal cuore rosso" prevede, tra le altre proposte, l'introduzione di piani pensionistici per gli imprenditori agricoli, così che chi è vicino al pensionamento possa lasciare l'azienda a un giovane. Alleanza Verdi-Sinistra ha un programma ambizioso che punta ad accelerare i tempi rispetto alle proposte del Green Deal: chiedono un fondo europeo da 2mila miliardi per investimenti green e un pacchetto "Fit for 1,5°C" che aiuti a ridurre le emissioni climalteranti del 65% entro il 2030.

Cosa dicono i programmi dei partiti su guerra e difesa comune

L'invasione dell'Ucraina ha segnato profondamente l'ultimo periodo della legislatura europea e si è tornato a parlare di difesa comune europea. Tuttavia, nelle ultime settimane si è parlato tanto dell'utilizzo delle armi Nato da parte dell'Ucraina e, anche se le posizioni dei partiti su questa possibilità sono più o meno simili, in realtà ci sono partiti più inclini all'aiuto dell'Ucraina e altri più nettamente contrari all'invio di armi.

Il Movimento 5 Stelle fa della sua contrarietà alla guerra il suo slogan principale, con l'hashtag "#pace" presente anche nel simbolo presente sulla scheda. I 5S propongono di introdurre sanzioni ai Paesi che vendono armi a eserciti in guerra e chiedono maggiore trasparenza da parte delle banche sulle loro operazioni quando sono coinvolte in investimenti nelle armi. Allo stesso modo Alleanza Verdi-Sinistra non è a favore di una "difesa europea" perché parte di un enorme finanziamento delle industrie belliche degli Stati europei. La coalizione guidata da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli chiede anche di modificare i Trattati e di inserirvi un passaggio di "ispirazione italiana", ovvero il "ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" contenuto nell'articolo 11 della Costituzione. Nel Partito Democratico, dopo le dichiarazioni del candidato alle europee Marco Tarquinio, il dibattito su questo punto si è riacceso: il Pd sostiene di voler proseguire con il sostegno alla "resistenza del popolo ucraino", ma parla di creare "le condizioni per far cessare il conflitto e costruire una pace giusta, sicura e sostenibile".

Il pacifismo sulla guerra in Ucraina e al livello europeo è presente anche nel programma della Lega: il Carroccio vuole aprire subito un trattato di pace e si dichiara contrario alla costituzione di un esercito europeo "la cui operatività potrebbe essere condizionata dagli squilibri esistenti oggi tra gli Stati membri". Di segno opposto le proposte di Forza Italia: per il partito fondato da Silvio Berlusconi la difesa comune è una priorità e perciò chiede il "potenziamento dell’industria della difesa e dei programmi comuni e maggiore cooperazione delle forze armate, verso un percorso di integrazione con un incremento delle missioni sotto l’egida europea". Sull'invasione dell'Ucraina il soggetto politico guidato da Antonio Tajani ribadisce che "continuerà a fornire sostegno" a Kiev. Fratelli d'Italia parla invece di "pace giusta" nel Paese guidato da Volodymyr Zelensky e apre all'ingresso nell'Ue del Paese con un processo di "riunificazione europea, sia nei confronti dei Paesi dei Balcani occidentali, sia nei confronti di Ucraina, Moldova e Georgia".

Nel campo di centro il sostegno all'Ucraina è più netto: Stati Uniti d'Europa ribadisce il sostegno a Kiev con "nuove forniture militari", e sottoscrive la richieste di creazione di un esercito comune europeo. Anche secondo Azione l'Europa dovrà "investire nella difesa comune". Non solo: l'Europa dovrebbe potenziare "non solo la capacità difensiva ma anche il suo ruolo nella scena internazionale. Secondo il partito di Carlo Calenda un unico esercito europeo farebbe risparmiare "almeno 26 miliardi di euro all'anno rispetto ai singoli eserciti nazionali".

Cosa propongono i partiti italiani sulla questione migranti

Un altro dei grandi temi della campagna elettorale e dei dossier che passano per il Parlamento europeo sono le migrazioni, come dimostra il recente Patto Ue. I partiti italiani hanno parlato molto di migrazioninel corso degli ultimi anni e i programmi riflettono questa tendenza.

Secondo Fratelli d'Italia, la priorità è "difendere i confini dell'Europa": per questo, bisogna continuare a stipulare "accordi di cooperazione con gli Stati terzi per il contrasto all’immigrazione clandestina", come quelli stretti dall'Italia con Libia e Tunisia, ma anche puntare sul rafforzamento del "controllo delle frontiere dell’Ue".  Tra le altre proposte, c'è quella di "bloccare i finanziamenti verso le organizzazioni fondamentaliste o volti a influenzare le politiche europee". Anche la Lega parla di difesa dei confini e chiede di "finanziare strumenti volti a prevenire l'attraversamento illegale delle frontiere". Il partito di Matteo Salvini propone, in questo senso, la creazione di centri d'identificazione per migranti nei Paesi di transito e regole per sanzionare i trafficanti di esseri umani. Allo stesso modo Forza Italia parla di "controllare" l'immigrazione e chiede di istituire un meccanismo obbligatorio per ricollocare i migranti tra gli Stati membri dell'Ue, oltre alla sigla di accordi bilaterali con i Paesi di transito "soprattutto dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente".

Dal centro propongono di modificare il modello di accoglienza e arrivano due proposte specifiche: Stati Uniti d'Europa chiede di riformare Frontex, l'Agenzia europea che coordina la "difesa" delle frontiere europee, "per un controllo efficace delle frontiere esterne dell'UE nel rispetto dei diritti umani, affinché sia sempre garantito il pieno rispetto delle Convenzioni Internazionali e della Carta dei Diritti Fondamentali". Azione chiede invece la messa a punto di una "nuova missione Sophia", l'operazione militare incaricata di contrastare i trafficanti di esseri umani.

Il Partito Democratico vuole puntare sulla costituzione di "un sistema europeo di vie d’ingresso legali e sicure in tutti i Paesi europei e su corridoi umanitari", ma chiede una "missione europea di salvataggio nel Mediterraneo". Anche Alleanza Verdi-Sinistra si muove in questa direzione e propone di "predisporre un sistema di visti Ue per Difensori dei diritti umani e dell'ambiente", oltre al riconoscimento dello status di "rifugiato climatico". Più prudente il Movimento 5 Stelle, che parla di una "terza via": per chi arriva in Europa propone ricollocamenti automatici basati sulle necessità del richiedente asilo ma anche su Pil, la popolazione e il tasso di disoccupazione del Paese di destinazione. Ma il programma cerca di agire anche a monte: il partito di Giuseppe Conte chiede che gli Stati membri dedichino lo 0,7% del proprio reddito nazionale lordo ai Paesi di partenza delle persone migranti così da scoraggiare le migrazioni.

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