Caso Minetti, per i pm nessuna prova dei festini con escort nel ranch in Uruguay: il punto sulle indagini

Si attendono nuovi sviluppi nelle indagini condotte dalla Procura generale di Milano sul caso della grazia concessa a Nicole Minetti. Le risposte parziali fornite finora dall'Interpol e dalle forze di polizia non hanno richiesto la revisione del parere che la pg aveva trasmesso al ministero della Giustizia in merito al provvedimento di clemenza per l'ex consigliera lombarda condannata nei processi Ruby e Rimborsopoli. Dopo aver valutato di richiedere una rogatoria per sentire l'ex massaggiatrice della tenuta di Cipriani in Uruguay, gli inquirenti hanno deciso di escludere la testimonianza della donna sui presunti festini con escort e droga, ritenendola "priva di fondamento".
Le indagini, secondo quanto riportano fonti vicine agli inquirenti, dovrebbero chiudersi nel giro delle prossime settimane. La Procura è intenzionata a chiarire tutti gli aspetti della vicenda entro la prima settimana di giugno.
Intanto gli approfondimenti proseguono nel tentativo di verificare l'esistenza di presunti testimoni che potrebbero offrire un quadro diverso rispetto allo stile di vita di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, che insieme alle ragioni umanitarie legate all'adozione del minore rappresentano i presupposti principali su cui si è basata la concessione della grazia.
Gli inquirenti hanno deciso di non procedere con la richiesta di una rogatoria internazionale per sentire Graciela Mabel De Los Santos Torres, la massaggiatrice che per 20 anni ha lavorato nella tenuta in Uruguay. Al Fatto quotidiano la donna aveva raccontato di "festini privati con escort" a Punta del Este, all'interno della villa del compagno di Minetti sostenendo che l'ex consigliera "non ha mai cambiato vita". "Ha continuato a fare quello per cui era stata condannata in Italia, il favoreggiamento della prostituzione", aveva dichiarato.
La massaggiatrice aveva detto di aver visto personalmente modelle, imprenditori, politici e ragazze – anche minorenni – provenienti da Brasile, Argentina, Italia e Uruguay passare per la tenuta, e si era detta pronta anche a testimoniare ai pm milanesi, a condizione di essere protetta. La donna aveva descritto la villa come un ambiente di "alcol, droga e sesso", attribuendo a Minetti la presunta responsabilità nella "scelta delle ragazze". "Pensava al loro aspetto, dall'abbigliamento da indossare al parrucchiere. Tutti la temevano. Quando arrivava lei cambiava il clima anche tra le ragazze era di paura". Al figlio adottivo invece, sempre secondo il suo racconto, badava "la tata uruguaiana".
Successivamente la difesa di Minetti ha fatto sapere di aver messo a disposizione dell'autorità giudiziaria documenti che "dimostrano l'oggettiva falsità delle dichiarazioni diffuse da Il Fatto Quotidiano sullo stile di vita della propria assistita" e di voler procedere per vie legali contro il giornale. In una nota gli avvocati hanno definito "inveritiera" la testimonianza della massaggiatrice, rimettendo alla magistratura "ulteriori prove che confermeranno che sono state spacciate come verità affermazioni non verificate".
Alla fine, dopo aver valutato la questione, gli inquirenti hanno deciso di non sentire la donna in qualità di testimone. Dagli atti trasmessi dall'Interpol infatti non emergono riscontri investigativi sulle sue dichiarazioni. La ricostruzione sui presunti festini è stata definita "priva di fondamento".
Le verifiche sul racconto della massaggiatrice però, rappresentano solo uno dei filoni degli approfondimenti investigativi. La Procura verificherà anche la veridicità della sentenza emessa dal tribunale di Maldonado, in Uruguay, che nel 2023 aveva certificato la regolarità dell'iter adottivo, mentre l'Interpol accerterà l'esistenza di indagini o procedimenti penali avviati all'estero nei confronti di Minetti.