Carburanti, il governo non attiva le accise mobili: oggi il gasolio sale di 6 cent. Anche Eni aumenta i prezzi
È scaduto a mezzanotte lo sconto di 6,1 centesimi al litro sul gasolio. Al suo posto si sarebbero dovute attivare le accise mobili, sulla base delle quali tarare un'eventuale proroga dello sconto. Ma così non è stato. Sulla Gazzetta ufficiale non compare l'atteso decreto ministeriale, firmato dai ministeri dell'Ambiente e dell'Economia, che avrebbe dovuto attivare il meccanismo grazie all'extra gettito.
Come sono cambiati i prezzi di benzina e diesel senza accise mobili
L'effetto sul prezzo del diesel è stato immediato. Secondo gli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,043 euro al litro per la benzina ed è salito a 2,244 per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,054 euro al litro per la benzina e 2,267 euro al litro per il gasolio.
Ora che l'accisa sul diesel è tornata essere integrale, anche il price cap applicato da Eni è cambiato. La compagnia ha spiegato infatti, che la misura non assorbe il ripristino delle tasse. Di conseguenza, il tetto sul gasolio è salito di 6 centesimi, portandosi a 2,25 euro al litro.
Cosa vuole fare il governo
Per il momento il governo non ha chiarito se intende ricorrere alle accise mobili per il mese di ottobre. Non è chiaro infatti, se dietro la mancata attivazione ci sia un semplice ritardo o se si tratti di una decisione ponderata.
Intanto però, i prezzi salgono e le associazioni protestano ."Come previsto dal Codacons, lo stop al taglio delle accise sul gasolio ha portato ai primi rialzi per il gasolio sulla rete stradale, interrompendo l'ondata di ribassi registrata negli ultimi giorni dopo gli sconti avviati da Eni, Ip, Q8 e Tamoil", denuncia il Codacons. "Sul fronte delle accise il governo sembra non mantenere le promesse", attacca l'associazione. "Con la conseguenza che per la prima volta dallo scorso marzo gli italiani non godono di alcuno sconto sulla tassazione dei carburanti, e possono fare affidamento solo sulle iniziative autonome delle compagnie petrolifere".
Dura la reazione dell'Unione nazionale consumatori. "Il tradimento del governo, che a differenza di quanto promesso dalla Premier il 16 settembre non ha ancora fatto scattare il sistema delle accise mobili, ha prodotto i suoi primi effetti negativi, invertendo una discesa virtuosa dei prezzi dei carburanti che durava dal 27 settembre, dopo la prima decisione delle compagnie petrolifere di applicare uno sconto", ha affermato il presidente Massimiliano Dona. "Per ora il rialzo è minimo, 5 centesimi per un pieno di gasolio da 50 litri in autostrada e 10 centesimi nelle strade normali secondo le medie Mimit, ma il fatto grave è che la benzina invece cala e molto di più: 40 centesimi a rifornimento in autostrada e 25 centesimi nella rete stradale. Quindi vuol dire che se lo sconto di 5 cent sul gasolio fosse stato mantenuto anche il gasolio sarebbe sceso. Insomma, il conto che sono costretti a pagare gli automobilisti traditi è dato dal divario tra i due andamenti", conclude Dona.