Il leader di Azione Carlo Calenda ha lanciato il suo piano per la ripartenza dell'Italia, un elenco di 53 misure, alternativo a quello del governo, messo a punto dalla task force guidata da Vittorio Colao, e presentato in occasione degli Stati generali: "Oggi trovate una pagina su Il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera che è un elenco puntuale di 53 misure concrete che servono per correggere quelle del Governo e innescare investimenti e semplificazione. Basta chiacchiere". Gli interventi riguardano diversi ambiti: fisco e investimenti, lavoro, credito, ambiente ed energia, automotive e acciaio, infrastrutture, turismo, moda.

Calenda parte dal presupposto che quest'anno, per l'emergenza Covid, l'Italia perderà il 10% del PIL. E due milioni di posti di lavoro sono a rischio. E in questo quadro mancano informazioni precise sulle condizioni di riapertura delle scuole, mentre si allungano le liste d'attesa per interventi sanitari e analisi. E da un primo bilancio, dopo il lockdown, emerge che le misure messe in piedi dal governo non hanno funzionato bene. Quello di cui il Paese ha bisogno è il "foglio del come": inutili in una situazione tanto drammatica le "passerelle di Conte e Casalino", e le dichiarazioni su "green e la bellezza dell'Italia".

Nel pacchetto di misure proposte da Calenda, nel capitolo fisco e investimenti, c'è la restituzione del secondo acconto 2019 di Irap e Ires al posto delle risorse a fondo perduto alle imprese; il pagamento di ‘tutti i debiti' della Pa nei confronti dei fornitori; l'attivazione del Mes, che, precisa l'ex ministro , "è un prestito a tasso zero e serve per rimettere in piedi il sistema sanitario nazionale già in stato di emergenza prima del Covid".

Per quanto riguarda gli interventi per il lavoro il leader di Azione pensa all'abolizione delle misure del decreto Dignità in materia di contratti a termine; taglio al costo del lavoro per le imprese che non licenziano nei prossimi 2 anni; assegno di ricollocazione per beneficiari Naspi con le coperture del Fondo Sociale Europeo; utilizzo dei fondi Mes per un piano di rilancio della sanità; immediato finanziamento di ulteriori 9mila borse di specializzazione per laureati in medicina; utilizzo di 5 miliardi del Mes sanitario per la riapertura delle scuole contro i 331 milioni stanziati dal governo; obbligo di rimborso integrale e immediato della Cassa integrazione anticipata dalle imprese, anche oltre il conguaglio retributivo.

E poi il sussidio del Reddito d'Emergenza, secondo il leader di Azione, "andrebbe sostituito con un finanziamento di 6,7 miliardi di euro per i comuni che sarebbero incaricati di sostenere i redditi e occuparsi dell'assistenza a domicilio delle famiglie in difficoltà". Per l'automotive, Azione lancia l'idea di "un miliardo di euro di incentivi alla rottamazione per l'acquisto di mezzi euro 6, ibridi ed elettrici; la detraibilità totale dell'Iva su acquisti di auto aziendali euro 6".

A proposito delle infrastrutture Calenda chiede "la semplificazione del Codice degli appalti; la nomina di commissari per le opere pubbliche e la revisione del reato di abuso di ufficio limitando le responsabilità contabile dei funzionari".

Per il rilancio del settore turistico Calenda pensa all'estensione del credito d'imposta sugli affitti a luglio, agosto e settembre, ed applicazione anche ad agenzie di viaggio e tour operator. Inoltre i proprietari di immobili che riducono di almeno il 50% l'affitto mensile dovrebbero ottenere una "deduzione del 65% dell'importo rinunciato".

Nel piano di Azione si chiede anche il superamento di Sace, la società per azioni controllata di Cassa depositi e prestiti, come intermediaria e garanzia statale diretta sui finanziamenti bancari, come previsto in questo momento dal decreto Liquidità dell'8 aprile 2020.

Mentre sulla moda propone l'estensione del credito d'imposta ‘Ricerca e Sviluppo' alle spese per campionari, collezioni e prototipi e l'istituzione di un contratto di apprendistato ad hoc con defiscalizzazione totale per tre anni. Sull'ambiente Calenda ritiene invece fondamentale un'uniformazione delle normative ambientali a livello nazionale, attraverso un accordo con le Regioni.