La suddivisione dell’Italia in tre diverse aree verrà messa in campo con il prossimo dpcm, con misure differenti per i territori che rientrano nelle zone rosse, arancioni e gialle. Le misure più restrittive riguardano ovviamente l’area rossa, ovvero quella in cui la diffusione del Coronavirus è incontrollata e la situazione è più critica: in questi casi si andrà incontro a un vero e proprio lockdown. Seppure apparentemente meno rigido di quello vissuto in primavera. Al momento una bozza del dpcm prevede le limitazioni riguardanti le aree rosse, che dovranno essere definite nelle prossime ore. Anche per queste zone valgono comunque le misure previste a livello nazionale, come il coprifuoco alle 22. Poi ci saranno norme specifiche in base alle zone stabilite sulla base di 21 indicatori.

Cos’è l’area rossa e come verrà determinata

Le zone che rientrano nell’area rossa sono quelle considerate a rischio alto, in cui lo scenario è ritenuto di “massima gravità”. Un articolo del dpcm, stando alla bozza, è destinato proprio a individuare le misure da mettere in campo per queste zone. A stabilire quali Regioni saranno considerate aree rosse sarà un’ordinanza del ministero della Salute. Il quale potrà, d’intesa con il presidente della Regione coinvolta, prevedere una “esenzione dell’applicazione di una o più delle misure”. Poi è prevista una verifica almeno settimanale per aggiornare eventualmente l’elenco. Le norme dovrebbero entrare in vigore il 5 novembre a livello nazionale, mentre l’applicazione per le zone rosse potrebbe necessitare anche di più tempo proprio per l’individuazione delle varie aree e per la collocazione delle Regioni al loro interno.

Tutti i divieti per le zone rosse

I divieti vengono contenuti nella bozza del dpcm, ancora suscettibile di modifiche in queste ore. Innanzitutto vengono vietati gli spostamenti in entrata e uscita dai territori e negli stessi territori, salvo comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e per lo svolgimento della didattica in presenza dove è prevista e permessa. Più o meno come durante il primo lockdown, con l'eccezione della didattica in presenza. Vengono sospese le attività commerciali al dettaglio, tranne la vendita di generi alimentati e di prima necessità. Chiusi i mercati, salvo sempre i generi alimentari. Rimangono aperte le edicole, i tabaccai e le farmacie. Vengono sospese le attività dei servizi di ristorazione, ovvero bar, ristoranti, pub, gelaterie, pasticcerie. Restano aperte le mense e i servizi di catering continuativo su base contrattuale se vengono rispettati i protocolli. Resta la possibilità di consegna a domicilio e fino alle 22 anche l’asporto, con divieto di consumo sul posto o nelle adiacenze.

Sospese le attività nei centri sportivi, così come eventi e competizioni tranne che quelli a livello professionale. Sarà consentita l’attività motoria nei pressi della propria abitazione, rispettando la distanza e indossando la mascherina. Consentita anche l’attività sportiva, ma solo all’aperto e in forma individuale. Per quanto riguarda la scuola, saranno in presenza solamente i servizi educativi dell’infanzia e fino al primo anno di scuola secondaria di primo grado. Dalla seconda media in su, invece, si applicherà la didattica a distanza. Chiusi anche i servizi per la persona, come parrucchieri, barbieri ed estetisti.