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Bonus Tari 2026, scattano gli sconti con le rate di luglio: chi ne ha diritto e quanto si risparmia

Con le prime scadenze della Tari di luglio diventa operativo il bonus sociale destinato alle famiglie con redditi più bassi. Lo sconto del 25% della tassa sui rifiuti, verrà riconosciuto automaticamente a chi possiede i requisiti ISEE previsti dalla normativa, senza la necessità di presentare una domanda.
A cura di Giulia Renda
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Con le scadenze di luglio per il pagamento della Tari prende finalmente il via, in molti Comuni italiani, l’applicazione concreta del bonus sociale sui rifiuti. Una misura attesa da tempo che punta ad alleggerire il peso della tassa per le famiglie con redditi più bassi e che, estende anche alla Tari il sistema di agevolazioni già previsto per le bollette di luce, gas e acqua. L’avvio del bonus rappresenta uno dei tasselli della strategia del Governo per rafforzare gli strumenti di sostegno ai nuclei economicamente più fragili. Tuttavia, la misura arriva dopo un lungo iter attuativo che ha fatto slittare di diversi mesi l'operatività.

Come funziona il bonus

L’agevolazione consiste in una riduzione del 25% dell’importo della Tari dovuta. Lo sconto viene riconosciuto una volta l'anno automaticamente ai cittadini che possiedono i requisiti previsti, senza necessità di presentare una domanda specifica. Per ottenerlo è però indispensabile aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il rilascio dell’ISEE. Sono infatti i dati trasmessi dall’INPS ai gestori del servizio rifiuti a consentire l’individuazione dei beneficiari. Per il 2026 fanno fede gli ISEE elaborati nel corso del 2025. Chi ha presentato la documentazione solo negli ultimi giorni dell’anno scorso e ha ottenuto l’attestazione nei primi giorni del 2026 potrebbe invece ricevere lo sconto direttamente con la Tari del prossimo anno, per ragioni legate ai tempi tecnici di elaborazione delle banche dati.

I requisiti economici: i limiti ISEE

Dal 2026 possono accedere al bonus i nuclei familiari con:

  • ISEE fino a 9.796 euro, per nuclei fino a 3 figli a carico
  • ISEE fino a 20.000 euro nel caso di famiglie con almeno quattro figli a carico.

Come ottenere lo sconto sulla tari

Uno degli aspetti più rilevanti della misura è l’automatismo. Chi rientra nei limiti previsti non deve compilare moduli o inoltrare istanze al Comune, sarà direttamente il sistema a riconoscere il diritto allo sconto, che comparirà nell’avviso di pagamento della Tari. L’unica richiesta fatta ai cittadini resta quindi il rinnovo annuale dell’ISEE, che rappresenta una condizione indispensabile per essere inseriti tra gli aventi diritto.

Accanto al bonus sociale, resta aperta anche la possibilità di ottenere il rimborso delle somme pagate in eccesso qualora il Comune abbia commesso errori nel calcolo della tassa o abbia richiesto importi non dovuti.
In questi casi il cittadino può presentare una richiesta specifica all’amministrazione comunale, allegando la documentazione che dimostri l’errore. Se il versamento risulta effettivamente superiore al dovuto, il Comune è tenuto a restituire la differenza secondo le procedure previste dalla normativa vigente.

Una misura che intreccia welfare e politica fiscale

L’avvio operativo del bonus Tari arriva in una fase in cui il tema del costo dei servizi locali continua ad alimentare il confronto politico. Da una parte il Governo rivendica l’estensione delle tutele per le famiglie con difficoltà economiche, dall’altra restano aperte le questioni legate all’aumento dei costi della gestione dei rifiuti, che in molti territori continua a tradursi in bollette molto salate. Per milioni di cittadini, comunque, le scadenze di luglio rappresentano il primo banco di prova della misura: chi possiede i requisiti economici troverà lo sconto già applicato nella bolletta.

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