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L’avventura elettorale di Fare per fermare il declino è terminata davvero in malo modo con poco più dell'1% alla Camera, percentuale neanche raggiunta al Senato (0,9%). L'esclusione dal Parlamento era comunque preventivata, sopratutto alla luce del caso del curriculum "taroccato" di Giannino che ha scosso il partito a pochi giorni dalle elezioni. Certo, però, guardando i sondaggi che a 15 giorni dal voto davano i "pirati" di Fare al 4%, in molti si aspettavano qualcosa in più. Sicuramente anche Michele Boldrin, professore e fondatore di Fermare il Declino insieme allo stesso Giannino e a Luigi Zingales, che ha appena annunciato l'intenzione di voler lasciare il movimento politico. "Mi vergogno di aver fondato un movimento e di avergli regalato le mie idee, oltre a sei mesi della mia vita, perché poi finisse in mano a pusillanimi ed arrivisti di terzo livello come costoro", ha scritto l'economista su Facebook, ripercorrendo gli stessi passi, dunque, degli stessi Zingales e Giannino,  in qualche modo travolti, chi più chi meno direttamente, dallo scivolone sui titoli accademici e in particolare il master millantato dal leader di Fare.

"Addio, è ora di fare dell'altro", conclude Boldrin:

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Boldrin aveva cominciato a meditare il passo indietro già a poche ore dai risultati delle elezioni:

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Poi in mattinata c'è stata la riunione dei vertici di Fid e la situazione è degenerata:

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