“Berlusconi perseguitato come gli ebrei”: un assessore del Pdl lo dice a Gerusalemme…
Un politico di primo piano del PDL è andato in Israele per piantare un albero recante il suo stesso nome nel "Giardino dei Giusti". Basterebbe questo a suscitare amara ilarità, ma la storia è vera e il protagonista è Mario Mantovani, vice presidente della Regione Lombardia e assessore alla Sanità. Mantovani ha incontrato il primo ministro Benjamin Netanyahu e dedicato l'albero a tutti i cittadini di origine lombarda che, ha ricordato, "non hanno esitato a scapito della propria vita ad aiutare gli ebrei italiani" e per questo "meritano di essere ricordati per sempre". Giusto. Ma il discorso dell'assessore è proseguito. Mantovani ha infatti parlato anche di "inno ad ogni forma di vita e di libertà contro i mille volti della persecuzione che, come nel caso del leader dell'opposizione Silvio Berlusconi, può manifestarsi anche con la negazione della parità dei diritti". Insomma, dalle parti del PDL qualcuno sembra crederci davvero: Berlusconi è un perseguitato. Né più, né meno degli ebrei sterminati a milioni durante l'Olocausto.
Il leader del centrodestra, parlando con Bruno Vespa della sentenza di condanna nel Processo Mediaset, aveva confidato: “Il primo sentimento è stato di non volerci credere, che fosse impossibile che capitasse a me tutto questo, e da lì il rifiuto di prendere in considerazione qualsiasi ipotesi, perché tutte sarebbero comunque ingiuste. Sono stato assalito da una profonda indignazione, che da allora non mi ha lasciato mai. Ho molto pensato a quanto soffrirebbero mio padre e mia madre se fossero qui. E mi sono chiesto come avrebbero voluto che mi comportassi. Credo con la stessa dignità che mi hanno sempre insegnato”. Infine uno sfogo: “I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso”.