Berlusconi e la scappatoia di un seggio in Europa

A cura di A. P.
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Con la decadenza e le conseguenze della legge Severino, per Berlusconi l’unica possibilità appare una candidatura al Parlamento europeo presentata da un altro Paese dell’Ue.

Con il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi ieri a Palazzo Madama, per il Cavaliere  sembra ormai preclusa ogni possibilità di candidatura a qualsiasi tipo di elezioni nazionale ed europea. Con il voto parlamentare di mercoledì a Palazzo Madana Berlusconi infatti non solo è immediatamente decaduto per questa legislatura dal suo scranno di senatore, ma con la sentenza definitiva Mediaset è anche incandidabile per sei anni, senza contare la prossima pena accessoria dello stesso procedimento giudiziario con l'interdizione dai pubblici uffici. Secondo la legge Severino per l'ex Premier dunque sembra non esserci scampo: nessuna candidatura al Parlamento, né italiano né europeo, nessun incarico di governo e niente cariche nelle regioni e nei comuni, persino la carica di consigliere circoscrizionale gli è vietata. Eppure come spiega Il Fatto Quotidiano una piccola possibilità per Berlusconi esiste ancora, seppur remota. Il Cavaliere infatti potrebbe ambire ad un seggio all'europarlamento ma non a quelli riservati all'Italia bensì ad un Paese estero.

In sostanza Berlusconi potrebbe essere candidato al Parlamento europeo da un altro Paese dell'Ue che non abbia una norma sull’incandidabilità come quella italiana. Un'ipotesi ovviamente molto remota ma che la legge italiana non vieta e che ha già un precedente. Nel 2009 infatti Giulietto Chiesa fu candidato in Estonia per il partito a difesa della minoranza russa. In questo momento però molto probabilmente Berlusconi è impensierito da altre questioni più serie come quella sull'affidamento ai servizi sociali per scontare la sua pena e quella della perdita dello status di parlamentare con conseguente perdita anche dell’immunità. In effetti come spiega il professore Grosso al Fatto Quotidiano, senza più l'obbligo di richiedere l'autorizzazione del Parlamento, qualsiasi procura potrebbe richiedere  provvedimenti di perquisizione, sequestro e intercettazioni per Berlusconi e persino un’ordinanza di custodia cautelare non avrebbe più bisogno del permesso delle Camere.

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