La ministra per le Politiche Agricole Teresa Bellanova è intervenuta in diretta a Fanpage.it per discutere di migranti, regoralizzazioni, ma anche di cibo e prodotti agricoli.

"I consumi alimentari sono sostanzialmente stabili. Ma moltissimi locali, ristoranti, pizzerie enoteche non hanno riaperto e quelli che hanno riaperto stanno sostenendo costi molto alti, per il distanziamento sociale", ha ricordato Bellanova, che è anche capo delegazione nel governo di Iv, "La ristorazione non è una competenza specifica del mio ministero, ma ho avanzato una proposta, e cioè destinare un miliardo di euro per dare un aiuto a fondo perduto alle 180mila imprese che sono entrate in difficoltà, vincolandole ad acquistare esclusivamente prodotti italiani. Questa proposta serve anche a far rivivere i nostri centro storici, che senza locali aperti muoiono. È un meccanismo che aiuta a evitare lo spreco alimentare. Accanto a questo stiamo facendo una battaglia in tutte le parti del mondo importante contro la contraffazione. Sei rappresentanti del ministero dell'Agricoltura saranno nelle ambasciate di altrettanti Paesi dove c'è una grande attenzione ai prodotti italiani. Queste persone avranno il compito di promuovere il made in Italy. Basti pensare al parmesan, venduto negli Stati Uniti o nei Paesi asiatici".

"Il bonus di 600 euro ai ristoranti? Io non amo molto l'idea di distribuire finanziamenti senza finalizzarli. Nel momento in cui si dà un incentivo alle persone bisogna anche vincolarli. Abbiamo ritenuto di poter fare la formazione a distanza per i bambini delle elementari, ma non abbiamo pensato a una formazione per gli adulti, per dare a chi è rimasto senza lavoro la possibilità di ricollocarsi. Se vuoi riaprire i locali e i ristoranti devi dare a queste imprese liquidità, devono avere la possibilità a fine giornata di non contare i 10 euro in più o in meno in cassa".

"La nostra presenza nel governo è giustificata da questo: noi vogliamo dare una mano a questo Paese. Rischiamo di precludere il futuro delle nuove generazioni se non facciamo delle scelte. Un esempio è un grande progetto di investimenti sulle infrastrutture materiali e immateriali, che è necessario. Noi abbiamo lanciato ‘Italia Shock' da tempo, finalmente gli altri componenti del governo si sono resi conto che era una proposta alla quale non si poteva dire di no, ma adesso bisogna accelerare. Non basta dire ‘semplificazione': si deve semplificare e investire risorse. Tutte le risorse che arrivano dall'Ue devono essere finalizzate non per incentivi a pioggia ma per sostenere un modello di sviluppo che deve strutturarsi sulla buona occupazione e sulla qualità produttiva. L'idea della decrescita felice va bene solo per chi ha la pancia piena. Noi abbiamo in mente un modello di sviluppo che guarda alle persone, soprattutto ai giovani e alle donne del Mezzogiorno, che per la gran parte sono lasciati fuori dal processo produttivo. Per far entrare queste persone nel processo produttivo devi avere infrastrutture, settori su cui investire e l'agroalimentare è uno di questi, e avere un'attenzione alla ricucitura del territorio. Abbiamo ancora aree completamente inquinate. Non basta non tagliare risorse alle politiche agricole comunitarie, bisogna dare risorse per la sostenibilità ambientale. Vogliamo interloquire direttamente con il sistema produttive, perché oggi bisogna farsi carico di scelte coraggiose".

"Lo dico in modo semplice: molti pensano che l'agroalimentare sia un settore del passato, ma è l'opposto. C'è bisogno di digitalizzazione e di recuperare le aree interne per decongestionare le città".

Per elezioni in Puglia Scalfarotto (Iv) correrà da solo, e non con il Pd, come avviene invece in altre Regioni: "Abbiamo trovate le condizioni in altre Regioni. In Puglia noi portiamo avanti una battaglia contro Michele Emiliano, perché è l'altra parte della destra. Abbiamo chiesto al Pd di chiedere una figura alternativa, e non l'uomo solo al comando".

Per quanto riguarda il caso Open Arms Italia viva ha votato nell'Aula del Senato contro la relazione della Giunta, votando quindi a favore del processo a Salvini, accusato di sequestro di persona. Mentre a fine maggio Italia viva non aveva partecipato al voto in Giunta. Bellanova spiega così questa decisione: "Noi in commissione avevamo detto che avremmo letto attentamente le carte, non abbiamo cambiato idea. Questa è una narrazione che fa Salvini. Noi abbiamo convenuto, tutti, che non c'era un interesse preminente nell'azione di Salvini, c'era anzi un'azione contro le persone più deboli, contro le persone in difficoltà. Salvini ha usato l'immigrazione per costruirsi consenso, per creare paura nel Paese. Quelle scelte hanno rappresentato un errore politico, causando l'isolamento a livello europeo. Salvini ha fatto l'alleanza con chi non vuole assumersi una responsabilità nella gestione del fenomeno migratorio. Sulla base delle carte e della convinzione che anche i ministri se sbagliano devono essere processati, abbiamo votato così. Poi il Parlamento non condanna, dà ai magistrati la possibilità di fare un processo. Salvini la smetta di insultare, perché ci si difende nel processo".

"Gli accordi con la Libia vanno rivisti. Quella è una situazione in cui l'Europa, Onu, la politica, hanno segnato un grande fallimento. Bisogna svuotare quei campi, togliere di mezzo la Guardia Costiera libica. Il fenomeno migratorio non può essere gestito da un solo Paese, ma è l'Europa che deve farsene carico. Considero un errore dire che noi non diamo le risorse della cooperazione internazionale ai Paesi da cui partono i migranti. Con il governo di Matteo Renzi dicevamo appunto che dovevamo ‘aiutarli a casa loro', cioè dobbiamo creare le condizioni perché le persone non debbano scappare dalla fame. Per far questo c'è bisogno che anche le strutture sovranazionali mettano risorse per sostenere effettivamente Paesi che possono rappresentare grandi spazi di sviluppo e quindi di soddisfazione dei bisogni primari dei cittadini".

"La regolarizzazione dei migranti sta andando bene, stiamo oltre 110-120mila persone che hanno regolarizzato la loro posizione. Sono convinta che quella era una misura che andava fatta, se tornassi indietro la rifarei. Sicuramente poteva essere fatta meglio se nel governo non ci fosse stata una grande ostilità a prevedere una regolarizzazione anche per altre categorie, come l'edilizia, la logistica, la ristorazione, e non solo i lavoratori domestici e agricoli. Ho dovuto accettare una mediazione. Poi c'è tempo fino al 15 agosto. Io lancio un appello a tutti le organizzazioni del volontariato laico, cattolico, alle organizzazioni sindacali: attivatevi per far conoscere nei ghetti che esiste questa possibilità".