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Elezioni amministrative 2024

Bari, cosa succede nel centrosinistra: si allontana ipotesi candidato unitario, Colaianni si ritira

Pd e M5s ancora nel caos per le elezioni amministrative a Bari, dove i due candidati, Leccese e Laforgia sono ancora in corsa. Era spuntato un terzo nome, Nicola Colaianni, che avrebbe potuto riunire il campo largo. Ma davanti alle resistenze di Conte, Colaianni si è ritirato.
A cura di Annalisa Cangemi
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AGGIORNAMENTO: A Bari si discute ancora nel centrosinistra, che è ancora nel caos in vista delle prossime elezioni amministrative, che si terranno a giugno, in concomitanza con le regionali in Piemonte e con le elezioni europee. E dopo lo strappo di Conte che ha deciso all'ultimo di sfilarsi dalle primarie, che avrebbero dovuto tenersi lo scorso 7 aprile, per appoggiare il candidato Michele Laforgia, c'è chi non si è arreso ancora alla disgregazione del campo largo per le prossime comunali e vorrebbe un candidato unico.

Dopo le inchieste sul voto di scambio che hanno coinvolto esponenti del centrosinistra al comune di Bari e in Regione, le posizioni di Pd e M5s non potrebbero essere più distanti. Al momento in campo per il ruolo di sindaco, per cui si vota a giugno, ci sono Vito Leccese, vicino ad Antonio Decaro e appoggiato dal Pd; e l'avvocato penalista Michele Laforgia, sostenuto da M5s e Sinistra italiana. Per tentare di ricomporre la coalizione in vista delle elezioni, dove il centrodestra unito ha proposto il 36enne leghista Fabio Romito, l'ex governatore pugliese Nichi Vendola (Si) aveva suggerito il 78enne Nicola Colaianni, ex professore universitario, magistrato e parlamentare, che però ha rinunciato alla candidatura.

"Ho accolto – ha spiegato in una nota – con spirito di servizio la proposta di candidarmi unitariamente per il centrosinistra per evitarne la divisione da più parti temuta. Ho garantito ai due candidati, e alle forze che li sostengono, pari dignità, controllo sulla pulizia delle liste, trasparenza e, naturalmente, legalità. Ho riscontrato, tuttavia, che, pur nella sostanziale convergenza ideale e programmatica, permangono rigidità che non rendono possibile una composizione".

"Con lo stesso spirito di servizio – ha detto ancora Colaianni – rinuncio perciò al tentativo e rimetto con serenità ai due candidati il compito di porre le basi per il sostegno reciproco nelle fasi ulteriori del procedimento elettorale".

"Ringrazio le numerose persone, talune sconosciute prima d'ora o astensioniste da lunga data o finanche residenti in altre parti d'Italia e animate perciò solo da finalità ideali – ha aggiunto – che mi hanno espresso solidarietà e volontà di accompagnare questo battito d'ali di farfalla".

Il principale ostacolo alla candidatura di Colaianni, che avrebbe così riunito il fronte progressista, era legato alle perplessità espresse da Conte: "Rigenerazione in questo caso suona provocatorio, considerata la sua età. Lasciamo che i rappresentanti delle forze politiche locali si confrontino". E ancora: "Non abbiamo ragione per accantonare la candidatura di Michele Laforgia ma vedremo quello che succederà".

Il candidato Vito Leccese dal canto suo si era detto anche disposto a fare un passo indietro: "La mia candidatura è in campo solo per unire la coalizione. Ma sono le forze che mi sostengono a decidere", ha ribadito in una intervista a ‘La Repubblica'. "Sto incontrando i responsabili delle forze politiche che sostengono la mia candidatura per decidere. Poi – ha spiegato – vedrò Michele Laforgia per capire insieme a lui come procedere. L'obiettivo di mantenere l'unità della coalizione per me è fondamentale".

Quanto a Nicola Colaianni come possibile candidato unitario, aveva detto: "Apprezzo la sua disponibilità e lo ringrazio. È sicuramente un nome autorevole, una grande personalità con la quale ho avuto modo di collaborare". Secondo Leccese il giudizio di Conte su di lui è "ingeneroso", "è evidente che da parte di Conte non ci sia nessuna voglia di lavorare al campo largo". Per Leccese bisogna invece ricordare che l'obiettivo è "sconfiggere il centrodestra, il nostro vero avversario. Fermare gli scellerati progetti sull'autonomia differenziata, bloccare la degenerazione della società italiana. E soprattutto non interrompere quella svolta, quella spinta al cambiamento avviata negli ultimi dieci anni da Antonio Decaro, il quale ha anche realizzato molti di quei sogni che abbiamo inseguito fin dagli anni Novanta, come la creazione di un parco nel sito della ex Fibronit, la fabbrica di amianto che ha generato 400 morti". 

Nei giorni scorsi in un'intervista a Fanpage.it la vicepresidente del Pd, Chiara Gribaudo, si era detta scettica sull'ipotesi di un candidato unitario per il centrosinistra a Bari: "Lo strappo di Conte nella Regione Puglia con l’annuncio dell’uscita del Movimento 5 Stelle dalla Giunta è un’accelerazione nel senso opposto che mi aspettavo. Una brutta mossa, che spero rimanga un fatto locale. Non conosco e non voglio entrare nei dettagli della vicenda di Bari ma ne posso trarre una lezione. Mettersi a disposizione, come avevo fatto io a ottobre per il Piemonte, significa proprio questo: non volersi imporre a tutti i costi ma dare la disponibilità ad aiutare a trovare soluzioni unitarie anche considerando il proprio eventuale sacrificio".

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