"Sembra necessaria una riforma fiscale complessiva e organica, fondata su un’attenta analisi. Essa oggi non può consistere nell’abbattere tutte le imposte": lo afferma il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, riguardo la Nota di Aggiornamento al Def (Nadef). " Nella definizione dei provvedimenti da adottare sarà opportuno prendere in considerazione in modo complessivo gli strumenti disponibili, incluse le imposte indirette", aggiunge Signorini.

Nel quadro della riforma fiscale, continua Signorini, bisognerà "orientare la scelta verso l’insieme di misure che meglio circoscrive l’impulso restrittivo sull’economia, le distorsioni dell’allocazione delle risorse e gli effetti distributivi indesiderati". Il numero due di Bankitalia in questo senso avverte che "la scelta di disattivare integralmente le clausole nel 2020 limita l'ammontare di risorse che possono essere dedicate alla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro".

Le previsioni di crescita

Nella sua audizione, Signorini rivede anche le ultime stime di Bankitalia in termini di crescita economica, comunicando che per il prossimo anno questa potrebbe essere leggeremente inferiore a quanto previsto lo scorso luglio, cioè un +0,8%. "È  invece possibile che sia appena superiore nel 2021, riflettendo l'effetto delle più favorevoli condizioni di finanziamento all'economia, sempre che migliorino le prospettive del commercio mondiale", aggiunge il vicedirettore di Bankitalia, considerando rilevanti i "rischi di andamenti meno favorevoli" che "sono aggravati dal recente  accentuarsi del conflitto commerciale, inclusa la prospettiva imminente di nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti sui produttori europei".

L'incentivo al pagamento elettronico

"In questo contesto la Banca d'Italia guarda con favore a iniziative che incentivino l'uso di strumenti di pagamento tracciabili, che tendono a ridurre i tempi e i costi delle transazioni e che possono contribuire a contrastare, oltre all'evasione, altri comportamenti illegali; fermo restando, si intende, i presidi necessari per evitare invadenze indebite nella sfera privata delle persone e per tutelare chi ha ancora difficoltà a utilizzare modalità di pagamento moderne", afferma poi Signorini, specificando che però tali strumenti debbano "essere disegnati in base a un'adeguata riflessione tecnica, per minimizzarne il costo, la complessità concettuale e operativa, nonché gli eventuali effetti distorsivi, e quindi per massimizzarne l'efficacia".

Signorini specifica infine che "un intervento sui costi dei pagamenti elettronici può quindi essere opportuno", spiegando che quando si decide di spingere per una maggiore "diffusione di questi strumenti di solito viene presa in considerazione qualche forma di incentivazione pubblica, riconoscendo l'interesse pubblico" di un provvedimento di questo tipo.