Ballottaggio e premio di maggioranza: le novità della riforma di legge elettorale del centrodestra

Premio di maggioranza, niente preferenze, un turno di ballottaggio, indicazione del candidato premier con la presentazione delle liste, superamento del modello uninominale, attribuzione dei seggi con metodo proporzionale (su base nazionale per la Camera, su base regionale per il Senato). È stata depositata in Parlamento la proposta per cambiare l'attuale legge elettorale, avanzata dal centrodestra, a firma dei capigruppo di maggioranza alla Camera e al Senato. Il testo su cui la maggioranza ha raggiunto l'accordo potrebbe essere quello su cui andremo a votare alle elezioni politiche del 2027.
L'intervento di riforma delle legge elettorale "si inserisce in una fisiologica attività di revisione normativa, finalizzata a valorizzare l'assetto complessivo del sistema e a renderlo maggiormente capace di esprimere maggioranze parlamentari riconoscibili e stabili, nel rispetto del pluralismo politico", spiega il centrodestra nella premessa del testo, sottolineando che "la scelta di un sistema proporzionale integrato da un correttivo di governabilità predeterminato dà seguito alle indicazioni delineate dalla Corte" Costituzionale "mirando a coniugare pluralismo politico e stabilità istituzionale nel rispetto dei principi costituzionali".
La relazione indica poi la direttrice della riforma nella costruzione di "un modello proporzionale rinnovato", ritenuto più lineare. Il sistema che ne risulterebbe, mira a realizzare "un equilibrio tra due esigenze fondamentali: da un lato, la rappresentazione proporzionale del pluralismo politico; dall'altro, la possibilità di assicurare una maggioranza definita, legittimata da un consenso verificabile".
L'obiettivo è quello di "rendere più trasparente il rapporto tra voto e rappresentanza, più stabile l'assetto parlamentare che ne deriva e più solido il nesso tra volontà popolare e decisione pubblica".
Nella legge elettorale non ci sono le preferenze
Non sono previste le preferenze per scegliere i candidati in lista, secondo quanto prevede il progetto di legge elettorale di tipo proporzionale. Né nella premessa di legge, né nei tre articoli si trova un riferimento alla possibilità dell'elettore di scegliere i nominativi dei candidati in lista, come confermano fonti di maggioranza.
Il testo, come si legge all'articolo 1, prevede che "ogni elettore dispone di un voto da esprimere su un'unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale e dei candidati delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell'eventuale attribuzione del premio di governabilità".
Come funziona il premio di governabilità: non oltre 230 seggi
La riforma elettorale presentata dal centrodestra prevede anche un premio di governabilità numericamente predeterminato, pari a 70 seggi per la Camera e 35 per il Senato, attribuito alla lista o coalizione che abbia raggiunto la maggiore cifra elettorale e almeno il 40% dei voti validi nell’Assemblea di riferimento.
Viene dunque introdotto "un meccanismo di premio di governabilità" che sarà "attribuito alla lista o coalizione che abbia conseguito il maggior numero di voti validi e raggiunto la soglia stabilita dalla legge", individuata nel "quaranta per cento quale soglia minima" che "ne sancisce l'adeguatezza in termini di ragionevolezza e proporzionalità".
Nel documento depositato si prevede che "la distribuzione dei seggi derivanti dal premio" al Senato sia a "carattere regionale". La "coerenza tra governabilità e rappresentatività" è "assicurata dai vincoli posti all'entità del premio medesimo: quest'ultimo, sia alla Camera che al Senato, non può infatti superare il quindici per cento dei seggi, rimanendo comunque ancorato alla soglia massima di 230 seggi conseguibili alla Camera dei deputati e 114 seggi conseguibili al Senato della Repubblica".
"La proposta di stampo proporzionale, partendo dall'attuale Rosatellum, in ossequio ai dettami delle sentenze 1 del 2014 e la 35 del 2017 della Corte Costituzionale – spiega una nota del centrodestra -, prevede un premio di governabilità che possa agevolare sia la stabilità che la rappresentatività. Il premio di settanta deputati e trentacinque senatori, con nomi presentati sulla scheda nello spazio riservato alla coalizione, è suddiviso su base circoscrizionale alla Camera e regionale al Senato. Tale premio viene interamente attribuito solo se la coalizione arrivata prima supera il quaranta per cento dei consensi. Nel caso in cui non ci sia il raggiungimento di tale soglia, si attiverà una distribuzione proporzionale. Nel caso invece in cui entrambe le coalizioni arrivate prima e seconda siano tra il trentacinque e il quaranta percento la proposta di legge depositata prevede il ballottaggio".
"A tutela delle opposizioni, in nessun caso la maggioranza potrà superare il sessanta per cento degli eletti. Ciascuna coalizione, inoltre, dovrà depositare unitamente al programma anche un unico nome da proporre al Presidente della Repubblica come incaricato alla Presidenza del Consiglio".
Non cambiano invece le dimensioni delle attuali circoscrizioni e degli attuali collegi plurinominali e proporzionali, e nessuna modifica verrà apportata all'attuale soglia di sbarramento del 3%.
"Siamo disponibili a un confronto con tutte le forze politiche per proposte migliorative che abbiano la condivisa finalità di garantire la rappresentatività della volontà dell'elettore e la possibilità di dare maggioranze stabili a chiunque vinca le elezioni", commentano i presentatori della legge.
Le novità della riforma della legge elettorale proposta dal Cdx
Tra i punti principali, c'è anche l'obbligo di indicare il nominativo del candidato premier "in sede di presentazione delle liste, quale elemento di trasparenza dell'offerta politica fatte salve le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica", viene spiegato nella premessa del testo depositato a Montecitorio e Palazzo Madama.
"Ciascuna coalizione – spiega poi il centrodestra in un comunicato – dovrà depositare unitamente al programma anche un unico nome da proporre al Presidente della Repubblica come incaricato alla Presidenza del Consiglio".
Un'altra novità della riforma presentata dal centrodestra introdurrebbe un turno di ballottaggio nel caso in cui le coalizioni arrivate prima e seconda siano tra il 35% e il 40%.
È previsto che vi sia "un eventuale turno di ballottaggio, subordinato alla condizione che le prime due liste o coalizioni di liste, pur non avendo raggiunto il quaranta per cento dei voti validi, abbiano conseguito almeno il trentacinque per cento dei voti validi, finalizzato a consentire l'individuazione di una maggioranza parlamentare coerente con il consenso elettorale". Inoltre, "l'attribuzione dei seggi" avviene "esclusivamente con metodo proporzionale qualora non ricorrano le condizioni previste per l'assegnazione del premio di governabilità", cioè nel caso non si superi nemmeno la soglia del 35%.
Secondo la premessa, il meccanismo è "finalizzato a consentire l'individuazione di una maggioranza parlamentare coerente con il consenso elettorale", mantenendo al tempo stesso l'impianto proporzionale del sistema. La relazione sottolinea inoltre che il premio di governabilità resta un correttivo attivabile solo in presenza di condizioni oggettive di consenso e configurato "non come alterazione arbitraria del risultato elettorale, ma come correttivo limitato e predeterminato".
Schlein contro la legge elettorale del centrodestra
"Quando ho appreso che questa notte c'è stato un vertice tra le forze di maggioranza speravamo fosse sui salari degli italiani, speravamo che fosse sul calo da più di 30 mesi della produzione industriale e invece no. Il vertice era sulla legge elettorale. Cioè sul garantire se stessi. Questa accelerazione è il frutto della preoccupazione per l'esito referendario. Però la fretta e la paura di perdere non sono buone consigliere quando si mette mano alle regole fondamentali", ha commentato la segretaria Pd Elly Schlein a margine della presentazione del libro ‘Pacifismo' di Roberto della Seta.
"Guarderemo il testo in ogni aspetto, dalle indiscrezioni di stampa però pare già un testo che può essere molto distorsivo della rappresentanza e con premi alti e senza limiti. Quindi, da questo punto di vista, rischiano di consegnare a chi può vincere le elezioni anche la possibilità di eleggere da solo il Presidente della Repubblica", ha aggiunto.