La decisione del tribunale del Riesame di Catania è una boccata d'ossigeno per la nave dell'ong Medici senza Frontiere e Sos Mediterranèe, la Aquarius. I giudici hanno smontato la tesi accusatoria con la quale quattro mesi fa il procuratore Carmelo Zuccaro ha disposto il sequestro della nave, che però non fu mai eseguito perché la nave era già ferma nel porto di Marsiglia – della nave. La Procura di Catania aveva accusato i volontari di traffico e smaltimento illecito di rifiuti disponendo anche il sequestro di 200mila euro da diversi conti correnti, tra cui quelli dei titolari dell'agenzia marittima che gestiva lo scarico dei rifiuti delle navi di soccorso.

"Esiste la ritenuta potenziale infettività dei rifiuti derivanti dalle operazioni di salvataggio (nello specifico vestiti e biancheria intima) che dunque avrebbero dovuto essere riferiti come rifiuti sanitari a rischio infettivo o sanitari pericolosi, tuttavia è insussistente il contestato reato di traffico illecito di rifiuti". Questa è la motivazione alla base del provvedimento del tribunale.

"Gli indumenti ed i vestiti indossati dai migranti, a rischi di contaminazione da agenti patogeni e virus infettivi, ed i rifiuti alimentari rappresentati dagli scarti degli alimenti somministrati ai migranti a bordo, potenziali veicoli, per contatto diretto, di microorganismi, virus e tossine – scrivono il presidente Sebastiano Mignemi e la relatrice Laura Benanti – non potevano essere raccolti e smaltiti in modo indifferenziato, quali residui del carico, assimilati ai rifiuti solidi urbani, bensì previa qualificazione degli stessi come rifiuti sanitari a rischio infettivo o sanitari pericolosi, e con modalità rispettose della salute pubblica". Per i giudici, la "pluralità delle operazioni, e financo l'abitualità della condotta, non èpero' sufficiente a far ritenere integrato il reato contestato di traffico illecito di rifiuti essendo infatti necessario un quid pluris, consistente nell'allestimento di mezzi ed attività continuative organizzate. In altri termini una struttura rudimentale, nel cui alveo ricondurre i traffici illeciti, organizzando una forma di impresa". Secondo il tribunale del Riesame le indagini avrebbero fotografato le modalità di smaltimento dei rifiuti prodotti a bordo delle due navi, Vos Prudence e Aquarius, quali ‘attività semplici'.

Medici Senza Frontiere si è detta "soddisfatta per la decisione del Tribunale del Riesame. Ancora una volta – hanno scritto in una nota  – accuse sproporzionate e infondate contro le navi umanitarie si rivelano per quello che sono: ostinati tentativi di fermare l'azione di soccorso in mare a tutti costi. Senza alcuna considerazione per le conseguenze di questa campagna di criminalizzazione sulla vita delle persone, oggi abbandonate a loro stesse in un Mediterraneo svuotato di navi di soccorso, con il rischio di naufragare senza testimoni o di essere riportate forzatamente nel circolo della detenzione in Libia".