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1 Luglio 2015
17:26

Ai migranti si può negare anche il diritto alla sepoltura

Ci sono momenti in cui è facile lasciarsi prendere dalla rassegnazione e dalla delusione. Tipo quando leggi commenti rabbiosi e carichi di odio sulla volontà di dare una degna sepoltura a centinaia di migranti morti in mare. Ma sul serio non ci fermiamo nemmeno di fronte ai cadaveri?
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Sono iniziate da qualche giorno, al largo dello stretto di Sicilia, le operazioni per il recupero dei corpi dei migranti annegati nel disastro del 18 aprile scorso. Si tratta di una operazione molto complessa, con gli uomini della Marina miliare che utilizzeranno un cacciamine Gaeta, una unità navale da ricerca costiera, nave Leonardo, e la nave Gorgona come unità di supporto, oltre ad un team del Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.) di Comsubin”. I nostri militari cercheranno di recuperare centinaia di cadaveri, molti dei quali ancora sul peschereccio inabissatosi il 18 aprile scorso, a circa 400 metri di profondità. Sarà un’operazione molto complessa, per la quale serviranno mesi e una spesa che, secondo stime ancora da verificare, potrebbe aggirarsi sopra i 15 milioni di euro.

Fin qui la notizia, fin qui i fatti. Poi, come da abitudine, le polemiche. Che per la verità sono cominciate fin dall'annuncio dell'operazione di recupero delle salme, fatto da Matteo Renzi nel corso della sua partecipazione alla trasmissione Porta a Porta del 18 maggio. In quell'occasione Renzi aveva spiegato: "Noi siamo umani, abbiamo mandato un robot a fare le foto, ci sono dei bambini morti nelle stive. Noi andremo in fondo al mare a recuperare il barcone. E lo faremo anche per far aprire gli occhi all'Europa, che non potrà dire ‘occhio non vede e cuore non duole'". È una scelta più politica che umana? Forse. Ma è una decisione coraggiosa, che sfida anche l'impopolarità e afferma un principio: restiamo umani. Una decisione della quale andare orgogliosi, come italiani, al di là della partigianeria politica. E chi se ne frega dei 15 milioni di euro (così, tanto per dire una sciocchezza, la spesa pubblica italiana è di circa 800 miliardi di euro).

L'avvio delle operazioni ha però "infiammato" gli animi, in un modo che è finanche difficile immaginare. Direte voi: davvero qualcuno può spingersi fino al punto di mettere in discussione il diritto ad una degna sepoltura? Davvero qualcuno può affermare pubblicamente che centinaia di cadaveri debbano essere lasciati ai pesci solo perché per recuperarli dovremmo spendere qualche milione di euro? Davvero c'è chi lascerebbe un cadavere in strada solo perché di uno "straniero"?

Le risposte a queste domande sono nei commenti (ovviamente lasciati così, senza uno straccio di moderazione o di risposta) ai pezzi che hanno parlato della questione (fior da fiore, qui, qui e qui) e nelle decine di post "indignati" sulle nostre bacheche facebook. E saranno nei commenti a questo pezzo, temo.

PS: certo, le belle storie esistono; e c'è un'Italia migliore. Che non merita di essere lasciata sola, ma deve essere sostenuta con l'impegno di tutti. Perché la vera domanda è: in che razza di Paese vogliamo vivere?

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A Fanpage.it fin dagli inizi, sono condirettore e caporedattore dell'area politica. Attualmente nella redazione napoletana del giornale. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
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