Norma salva Fininvest: nascita, ascesa e declino dell’ultima legge ad personam

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Dalla nascita al sofferto ritiro: ecco una ricostruzione della storia della norma salva Fininvest, una norma della quale sapeva anche il Ministro Tremonti.

Una storia complicata. La parabola della norma salva Fininvest, inserita nella manovra approdata al Quirinale e poi ritirata dall'esecutivo, è molto difficile da ricostruire. Quello che è certo è che l'unico sconfitto di questa storia è Silvio Berlusconi. L'ennesima legge ad personam, o ad aziendam se preferite, ha suscitato una indignazione generalizzata tra i principali esponenti delle istituzioni del nostro Paese, un'indignazione che s'è fatta sentire anche in casa Pdl e Lega.

"È Berlusconi al centro della vicenda, ma in pochi nel governo possono realmente dire di non averne mai saputo nulla. Molti hanno solo girato la testa"- scrive Francesco Verderami che, sul Corriere della Sera di oggi, ha ricostruito la vicenda del "comma 23".

PROCESSI RAPIDI- Della questione a Palazzo Grazioli se ne discute da tempo ma un vera e propria decisione non è ancora stata presa. Berlusconi e suoi si trovano così con l'acqua alla gola e decidono di infilare in manovra una norma che mira a velocizzare i processi, modificando alcuni articoli del codice civile. Alfano è titubante ma acconsente.

SENTENZA ALLE PORTE- Al Cavaliere, però, non basta. La sentenza di secondo grado del processo Mondadori è alle porte e bisogna inventarsi qualcosa. Ecco quindi che, sul filo di lana, compare la norma salva Finivest che, come racconta un Ministro, "non è certo stata aggiunta di soppiatto". Della questione si discute martedì 28 giugno nella riunione che precede il Consiglio dei Ministri; i tecnici ravvisano però problemi di costituzionalità e, a seguito di alcuni contatti con i tecnici del Quirinale, mettono in guardia Berlusconi e compagnia bella: Napolitano quella norma la bloccherà sicuramente.

BERLUSCONI E TREMONTI SI APPARTANO- Il Presidente del Consiglio, però, fa orecchie da mercante. Giovedì 30 giugno il Cdm discute della manovra finanziaria; la riunione, però, viene sospesa affinché venga trovato un compromesso sui tagli da fare alla politica. La pausa dura poco ma il Cdm non riprende perché Berlusconi e Tremonti si sono "appartati". Un Ministro ricorda che "n quel momento tutti abbiamo avuto la netta percezione che qualcosa non andasse". La loro assenza dura circa mezz'ora: probabilmente è proprio in questo lasso di tempo che viene partorita la norma salva Finivest. Ma Tremonti ha accettato solo l'articolato o quella norma l'ha scritta proprio lui? Questo è impossibile stabilirlo. Fatto sta che il superministro sapeva.

IL RUOLO DI GIANNI LETTA- A manovra ultimata, sulla scena compare Gianni Letta; il sottosegretario è stato l'ultimo a leggere la manovra e a inviarla al Quirinale. Possibile che anche lui non ne sapesse niente della norma? E se, come ha dichiarato, la vicenda è stata gestita "malissimo", perché non ha bloccato per tempo Berlusconi? In ogni caso a Letta è toccata l'ultima trattativa col Colle, a seguito della quale a Berlusconi è stato "imposto" il ritiro della norma. Il resto è storia nota.

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