Quando la sua bimba di sole sei settimane di vita è morta a causa di un trauma cranico provocato da schiaffi e pugni ha dato la colpa al figlio più grande, di 3 anni. Ma, ulteriori indagini, hanno rivelato che è stata proprio lei, Halle Marie Murry, 25enne di Fort Worth, in Texas, Stati Uniti, ad ammazzare la neonata. Per questo, è stata arrestata per la morte di Acelyn Lailani Rogers. La donna aveva portato la bambina al pronto soccorso lo scorso 14 gennaio. "Non ho mai visto una frattura del cranico del genere in tutta la mia carriera", ha spiegato in seguito il medico che l'ha presa in cura. Halle aveva raccontato di essersi addormentata con la piccola sul petto, ma quando si è svegliata lei non c'era più: l'ha trovata in un'altra stanza e sul pavimento con il fratellino su di lei, che era già priva di sensi.

"È stato lui a ferirla", ha detto la mamma. Ma i medici non le hanno mai creduto: era impossibile che un bambino così piccolo potesse aver compiuto un gesto di una violenza del genere. La donna è poi tornata a casa per ragioni ignote: "Halle si è recata sulla scena del delitto prima che potessero farlo le forze dell'ordine", è scritto in un documento firmato dagli inquirenti. Secondo il detective West, la donna ha raccontato quanto male facesse alla piccola il suo fratellino, "colpendola con schiaffi, pugni e dandole morsi". Poi, dopo la morte della neonata, sul suo cadavere è stata effettuata l'autopsia, che ha confermato la morte della bambina per fratture multiple causate da ripetuti colpi alla testa. Nei giorni successivi, inoltre, sono stati effettuati alcuni test anche sulla donna e sul fratellino della vittima, risultati entrambi positivi alla cocaina. La scorsa domenica 28 aprile Halle è stata infine arrestata mentre era a lavoro e trasferita nel carcere della contea di Tarrant con l'accusa di omicidio capitale, punibile anche con la pena di morte, mentre il bimbo di 3 anni è stato preso in carico dai servizi sociali statali.