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OPINIONI

Una cornetteria di Napoli è diventata il Grande Fratello del food porn

Dopo i panini con o senza mollica e le cover dei telefoni, il più recente fenomeno di Tik Tok made in Napoli è una cornetteria che ha imposto un format assurdo e involontariamente geniale, in cui i protagonisti sono coloro che si illudono di essere semplici spettatori: i clienti.
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È legge universalmente riconosciuta che tra Napoli e Tik Tok ci sia una affinità quasi inarrivabile. Dopo i panini con o senza mollica e le cover dei cellulari, a farsi spazio nell’ultimo anno è stato il caso di una cornetteria dell'area nord, al centro dello scrolling di queste ultime ore perché chiusa dai carabinieri a seguito di controlli.

Ma la notizia della chiusura, alla quale è arrivata anche la risposta del titolare, passa in secondo piano se si guarda alla singolarità di questo fenomeno, totalmente diverso dai precedenti sopracitati. La specialità della cornetteria Cip e Ciop (l’insegna scimmiotta palesemente il font Disney) infatti non sono i cornetti, farciti all’inverosimile contro ogni logica salutista, né una specifica tecnica di preparazione, L’elemento che rende unico questo locale non è nemmeno la figura del gestore, la sua comunicativa o delle particolari abilità. A fare la differenza sono i clienti, in particolare i loro volti.

Perché la risonanza social della cornetteria deriva da un format semplice e involontariamente geniale, almeno per la sua efficacia: dirette fiume sui social in cui uno smartphone riprende le persone in attesa del loro cornetto che osservano, con sguardo trasognato e bava alla bocca, mentre colate di crema al cioccolato inondano quello che mangeranno.

Sulla riuscita i numeri parlano da soli: la cornetteria ha più di 2 milioni di follower e, dettaglio non da poco, contenuti a ciclo continuo, che quasi non necessità di post produzione.

Il senso del successo di questi contenuti è il senso stesso di Tik Tok, il paradiso dell'intrattenimento di superficie che rosicchia, giorno dopo giorno, il tempo degli utenti. A tenere incollati allo schermo è quel misto di incredulità, desiderio, sdegno e rabbia che è la ricetta del food porn e che i video della cornetteria sono capaci di scatenare. C'è nello spettatore una istintiva reazione di goduria mista a sdegno per l'insalubrità messa in mostra, associata spesso a bambini e adolescenti, segno di un'educazione alimentare in cui il solo concetto fuori posto è la parola "educazione".

Riesce difficile risalire alla genesi della trovata mediatica: cosa sarà scattato nella testa di chi ha pensato che piazzare una camera in una cornetteria riprendendo i clienti potesse essere così interessante?

Una risposta risiede nell'effetto "luogo di culto", visto che negli ultimi mesi questa cornetteria è diventata meta di pellegrinaggi, proprio come era accaduto per i panini con senza mollica e le cover dei cellulare. Ma con un elemento in più. Ogni cliente qui è il contenuto, pur illudendosi di essere un mero spettatore. È un Grande Fratello del food porn in cui si assiste al sacro evento da protagonisti, perché al centro dell'evento stesso c'è una cosa precisa: l'estasi dei volti.

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"L'avvenire è dei curiosi di professione", recitava la frase di un vecchio film che provo a ricordare ogni giorno. Scrivo di intrattenimento e televisione dal 2012, coltivando la speranza di riuscire a raccontare ciò che vediamo attraverso uno schermo, di qualunque dimensione sia. Renzo Arbore è il mio profeta.
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