Un nuovo concorso in Regione Campania: al tavolo per riorganizzare le Direzioni generali i sindacati chiedono le assunzioni
Due ore e mezza di riunione, dalle 16 alle 18.30, e alla fine nessun documento da portare a casa. Ieri pomeriggio i sindacati di dipendenti e dirigenti Regione Campania hanno incontrato i vertici di Palazzo Santa Lucia sulla riorganizzazione degli uffici cui punta Roberto Fico. Ne sono usciti con una certezza, il dialogo resterà aperto, e con un dubbio: del piano, per ora, non c'è traccia.
Al tavolo da una parte i confederali della Funzione Pubblica, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, gli autonomi Usb e Csa, le organizzazioni dei dirigenti, Direr e Fedir e il Cug, il Comitato unico di garanzia, dall'altra l'assessore al Personale Ninni Cutaia, il capo di gabinetto del presidente Francesco Comparone e Maria Messina, a capo della Direzione generale Risorse umane. Cutaia e Comparone hanno confermato la volontà di mantenere sempre aperto il confronto con le organizzazioni sindacali. Alle sigle, però, non è stato illustrato un vero e proprio piano di riorganizzazione, ma piuttosto un'idea, un orientamento generale su cui Palazzo Santa Lucia intende lavorare nelle prossime settimane.
A quanto apprende Fanpage, la Regione guarda con interesse all'introduzione di un segretario generale al vertice della macchina amministrativa e all'accorpamento di alcune Direzioni allo scopo di far corrispondere con maggiore precisione le competenze degli uffici alle deleghe degli assessori. Lo schema ricorda quello della Regione Puglia, dove l'amministrazione si articola in 13 Dipartimenti dopo la revisione del modello organizzativo dell'aprile 2026 e dove esistono un Segretario generale della Presidenza e un Segretario generale della Giunta.
Lo strumento per cambiare l'assetto costruito da Vincenzo De Luca in dieci anni di governo regionale è una legge delega. Si tratta di una norma che dovrà essere presentata, discussa e approvata dal Consiglio regionale con cui l'assemblea autorizza la giunta a riscrivere con propri regolamenti l'ordinamento degli uffici, anche in materie già disciplinate, con l'abrogazione delle norme precedenti quando i nuovi regolamenti entrano in vigore. Nelle prossime settimane la Direzione Risorse umane dovrà preparare una proposta tecnica da inviare alle Direzioni.
Non bisogna affrettare i tempi ma nemmeno farsi «piovere addosso»: sul tavolo c'è anche un altro fronte, quello del contenzioso. Si attendono a breve ulteriori sentenze sulle procedure con cui la precedente giunta ha conferito gli incarichi ai direttori generali. Alcune pronunce hanno già messo in discussione gli interpelli, altre non sono ancora arrivate e non si annunciano positive per l'Ente, visti i precedenti.
La Fp Cgil ,il sindacato maggiormente rappresentativo in Regione, ha chiesto chiaramente un rilancio del piano assunzionale e un nuovo concorso in Regione Campania, ipotesi che piace anche alle altre sigle al tavolo. La richiesta del resto non è peregrina: poggia su numeri che la stessa amministrazione ha messo nero su bianco nel Piao, il Piano integrato di attività e organizzazione 2026, il documento unico di programmazione e governance che ogni pubblica amministrazione è tenuta a redigere. Il piano della Regione segnala che l'ente invecchia: per il 2026 sono previste 81 cessazioni nell'area dei funzionari, 57 tra gli istruttori, 46 tra gli operatori esperti e 2 tra i dirigenti, per un totale di 186 uscite.
Lo stesso piano ammette la difficoltà di reclutare profili informatici e tecnici, a causa delle rinunce dei vincitori e dell'esaurimento delle graduatorie. Senza un nuovo concorso, quindi, la riorganizzazione rischia di ridisegnare uffici che nel frattempo si svuotano. Il prossimo passo spetta alla Direzione Risorse umane, che nelle prossime settimane dovrà trasformare l'idea in una proposta tecnica, cosa cui anche le forze politiche di maggioranza guardano con molta attenzione e interesse.