Presidenza Fico in Regione Campania

Aumenti fino a 350 euro al mese promessi ai Pronto Soccorso della Campania, ma in busta paga non sono mai arrivati

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Capo cronaca Napoli
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Roberto Fico, dal 2025 presidente della Regione Campania
La Regione Campania dice di aver stanziato i soldi e chiede alle aziende sanitarie di giustificare i ritardi. Cisl in stato di agitazione.

Gli aumenti per chi lavora nei Pronto Soccorso della Campania, uno dei provvedimenti più cari al governatore e assessore ad interim alla Sanità Roberto Fico, rivendicato più volte, non sono mai arrivati in busta paga. L'indennità, che la Regione aveva definito con un accordo firmato a luglio, è ferma, e tra Palazzo Santa Lucia e le direzioni generali delle aziende sanitarie è cominciato uno strano scarico di responsabilità. La Regione sostiene, carte alla mano, di aver stanziato le risorse. Le Aziende sanitarie, almeno in parte, rispondono che quei soldi non sono ancora arrivati. A pagare il prezzo dell'impasse sono tutti coloro che ogni giorno reggono l'emergenza-urgenza.

La prova che il problema è diventato ufficiale è una nota del 9 ottobre, firmata dal dirigente del Controllo di gestione della Regione, Gaetano Patrone, il vice di Ugo Trama alla Direzione Tutela Salute. Il documento è indirizzato ai direttori generali di quindici tra Asl, aziende ospedaliere e aziende ospedaliero-universitarie, con per conoscenza il presidente Fico, attraverso il capo di gabinetto Francesco Comparone, e le organizzazioni sindacali. L'Ente chiede «una relazione dettagliata sull'avvenuta corresponsione dell’indennità»: per ogni annualità vanno indicati gli importi assegnati, le somme già erogate e quelle ancora da pagare, con i tempi di liquidazione. Le aziende devono inoltre spiegare le criticità o gli elementi ostativi che hanno causato i ritardi e le iniziative adottate o programmate per completare i pagamenti. La scadenza per rispondere, via posta elettronica certificata, era ieri, 16 ottobre.

È una richiesta che, nei fatti, sposta il peso della dimostrazione sulle aziende. Se i pagamenti non sono partiti, ora ciascun direttore generale dovrà metterlo per iscritto e dire perché. Ma le aziende sostengono di non aver ricevuto le risorse, e il confronto tra le due versioni rischia di restare tutto sulla carta, mentre il personale aspetta.

Lo stato di agitazione è già stato proclamato dalla Cisl, mentre altre sigle sindacali stanno aumentando la pressione sui vertici delle aziende. La Cisl Fp è tra l’altro una delle quattro organizzazioni che hanno firmato l’accordo regionale dell'8 luglio, insieme a Fials, Nursind e Nursing Up. Non erano tra i firmatari né Cgil né Uil.

Per capire la dimensione della partita bisogna ripercorrere il piano. L’indennità di Pronto Soccorso nasce a livello nazionale con la legge di bilancio 2022 (legge 234/2021), che aveva destinato al comparto 63 milioni di euro lordi l’anno. Con la legge 197/2022 lo stanziamento è salito a 140 milioni dal 2024, e la legge 207/2024 ha aggiunto 35 milioni dal 2025 e altri 35 dal 2026. Alla Campania, in base al coefficiente del 7,271% fissato dalla tabella del contratto collettivo nazionale del 27 ottobre 2025, spettano risorse nette per le aziende pari a 17.304.980 euro per il 2025 e a 19.849.830 euro per il 2026: in tutto oltre 37 milioni.

L’accordo regionale dell’8 luglio 2026, siglato ai sensi dell’articolo 7 del contratto collettivo 2022-2024 dal presidente Fico, dal direttore generale pro tempore della Salute Trama e da Patrone, ha stabilito come spendere quei fondi. Il riparto tra le aziende avviene per il 70% in proporzione al fabbisogno standard di infermieri e operatori sociosanitari dei Pronto Soccorso e per il 30% in base alla quota di accessi registrati nel 2025. L’indennità spetta al personale assegnato con continuità ai Pronto Soccorso e alle Osservazioni brevi intensive, compreso quello dei mezzi del 118, e viene pagata come acconto mensile legato alla presenza effettiva, senza decurtazioni per ferie e permessi retribuiti. Gli importi arrivano fino a 350 euro al mese per infermieri e ostetriche, fino a 240 per operatori tecnici e sociosanitari, fino a 140 per il resto del personale. Se le risorse non bastano, o avanzano, scatta una differenziazione con pesi di 1, 0,80 e 0,40. Il 16 luglio la Giunta ha preso atto dell’intesa con la delibera 382.

Il punto è che l’accordo non basta a far scattare i pagamenti. Il testo precisa che le indicazioni dovranno trovare piena attuazione nella contrattazione integrativa aziendale, che non potrà derogarvi: finché ogni azienda non chiude il proprio accordo decentrato e non riceve le somme, l’indennità resta sulla carta. E parte di quei soldi sono arretrati: le risorse del 2025 vengono liquidate, se tutto va bene, a quasi due anni dall’inizio del periodo cui si riferiscono.

Il piano sul Pronto Soccorso è stato presentato dalla giunta del campo largo di centrosinistra a trazione M5S-Pd come un segnale concreto verso il personale dell'emergenza-urgenza, uno dei punti qualificanti dell'azione sulla sanità. Ora la prova non è più la firma sull’accordo, ma la busta paga: finché i soldi non arrivano ai lavoratori, il fiore all’occhiello resta un annuncio.

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