I presidi di alcuni licei di Napoli occupati hanno scritto alle famiglie degli studenti per fermare le assenze di massa

Avatar autore
Capo cronaca Napoli
Immagine
Alcune delle circolari scolastiche emesse dai licei di Napoli
A Sannazaro partita la denuncia, al Convitto la dirigente si appella alle famiglie. Al Genovesi il preside cita Platone per spiegare il patto tra studenti e regole.

Se hai bisogno di segnalarci problemi o criticità sulle scuole di Napoli scrivici a questa mail segnalazioni@fanpage.it oppure usa questo modulo.

Le occupazioni scolastiche sono spesso più conflitto che confronto. Conflitto generazionale, sociale, culturale, politico. E ovviamente nel conflitto entra in pieno anche quello che un tempo veniva definito «l'ufficio del preside (o della preside)», individuato come la massima autorità della scuola e quindi come controparte, non certo alleata, delle proteste. In queste ore, a Napoli come nel resto d'Italia e sull'onda lunga delle grandi manifestazioni in Francia, molti istituti superiori sono occupati dagli studenti. Il dialogo a più voci tra allievi, corpo docente e genitori vede spesso l'intervento dei dirigenti scolastici, in alcuni casi formalizzato con circolari.

Ora: nelle circolari, che sono l'atto formale del rapporto fra l'istituzione scolastica, gli allievi e le famiglie, ogni dirigente mette anche la propria storia personale, il suo approccio alle occupazioni. In quelle che Fanpage ha potuto leggere c'è chi cerca il dialogo, c'è chi va giù duro, vi è chi si limita a segnalare la situazione alle forze dell'ordine.

L'ultima in ordine di tempo, datata oggi, lunedì 19 ottobre, arriva dal Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, in piazza Dante. Parla di un sit-in durato «più o meno un'oretta» davanti all'ingresso principale e di un pomeriggio di laboratori saltato. È il quadro che la rettrice e dirigente scolastica Silvana Dovere consegna alla circolare (protocollo 26975) inviata ai genitori degli studenti dei licei del Convitto rimasti assenti. Al Convitto, dove i licei sono lo scientifico, il classico europeo e lo scientifico sportivo, in alcune classi è mancato l'intero gruppo o buona parte di esso. Secondo Dovere, solo «un'esigua parte» degli assenti ha partecipato al sit-in, «evidentemente preorganizzato con cura». Sommando i molti rimasti a casa, scrive la dirigente, l'iniziativa è stata «un'occasione per sottrarsi alle attività didattiche». La circolare non indica le ragioni della protesta e accenna soltanto ai «difficili scenari globali», il cui approfondimento, precisa, spetta al lavoro trasversale delle discipline. Fanpage apprende da alcuni studenti e da alcune famiglie una situazione critica: mancano i prodotti d'igiene nei bagni, ci sono carenze nella mensa e la pausa di 15 minuti, in un tempo scuola che va dalle 8 alle 17.30, è giudicata esigua. Rimostranze legittime, che tuttavia arrivano in un momento di conflitto.

L'aggravante, per la dirigente del Convitto, è nei laboratori. Le assenze hanno reso impossibili le attività pomeridiane, tra cui i corsi POC e PON, finanziati con i Fondi di Coesione e progettati «sin dalla scorsa primavera». Dovere aggiunge che la scuola convive con la carenza di personale amministrativo: «siamo ancora in attesa di ben 7 unità». Richiama poi l'articolo 28, comma 3.2, del Regolamento dei Licei (protocollo 528 dell'8 gennaio 2026) sulle assenze di massa. Concede che, «in via eccezionalmente unica», si può comprendere «lo spontaneo entusiasmo dei giovani», ma avverte che «non sarà possibile, nel futuro immediato, derogare rispetto a quanto normato». Le famiglie sono invitate a vigilare sulla frequenza, richiamando il Patto educativo di corresponsabilità. La circolare tuttavia non indica sanzioni specifiche e si chiude con un monito sui «rischi mascherati delle facili strumentalizzazioni».

Il testo più lungo è quello del liceo Antonio Genovesi, classico e delle scienze umane, in piazza del Gesù. Il dirigente scolastico Vittorio Delle Donne scrive a studenti e genitori il 14 ottobre (protocollo 10391) per parlare, dice, «con franchezza e con affetto». Ricostruisce che l'edificio è occupato da lunedì 12 ottobre. Verso le 10 circa 150 ragazzi, «in gran parte con il volto coperto», sono entrati nell'atrio e hanno salito le scale, trovando chiuse le porte ai piani. Delle Donne è sceso a incontrarli: «in un momento di forte concitazione», racconta, è stato «fatto oggetto di spintoni e gomitate» e si è allontanato «grazie alla presenza della Polizia di Stato».

Ascoltata una delegazione in presidenza, il dirigente non è riuscito a ottenere lo sgombero. Alle 15, dopo l'uscita ordinata del personale, i circa cento studenti rimasti hanno chiuso il cancello con delle catene, assicurando al dirigente che tutto si sarebbe svolto nel rispetto degli ambienti. La mattina del 13, alle 8, Delle Donne è tornato a scuola: la sua richiesta di far funzionare almeno gli uffici amministrativi «non è stata accolta». Le lezioni sono sospese, tranne le attività organizzate fuori sede, con rilevazione delle presenze.

Poi la pagina che ha fatto più rumore. «Non entro nel merito delle ragioni della protesta», premette il preside, ma «il metodo con cui si difende una causa è parte della causa stessa». Chiama in causa il "Critone", uno dei primi dialoghi di Platone: Socrate in carcere, condannato da una sentenza che ritiene ingiusta, rifiuta la fuga preparata dagli amici perché deve alle leggi di Atene ciò che è. E tuttavia, osserva, non è uomo che tace: ha discusso e cercato di persuadere fino all'ultimo. «Persuadere oppure obbedire: questo è il patto», scrive Delle Donne.

Il tono cambia quando passa al piano giuridico. Occupazione e violenza o intimidazione verso chi lavora a scuola, avverte, «configurano ipotesi di reato e comportano responsabilità penali, civili (che per i minorenni ricadono anche sulle famiglie) e disciplinari». Durante l'occupazione, aggiunge, la scuola non può garantire sicurezza e vigilanza. Agli studenti chiede di liberare l'edificio e di portare le proprie ragioni in assemblee, tra i rappresentanti di classe e di istituto, nel Consiglio d'istituto; ai genitori di stare accanto ai figli.

Al Sannazaro, liceo ginnasio di via Puccini, al Vomero, la circolare numero 28 è del 12 ottobre, firmata dal dirigente Riccardo Güll. Il liceo, scrive, è occupato «da studenti e da altre persone non identificate» che impediscono l'accesso a tutti i dipendenti, con interruzione forzata dell'attività didattica e amministrativa. Alla Polizia di Stato, Commissariato Vomero, sono state inoltrate denuncia e richiesta di immediato sgombero. Güll invita gli studenti a interrompere un'azione «al di fuori della legalità» che, sostiene, impedisce ai docenti di accompagnarli nella comprensione delle problematiche sociali e internazionali.

Il più sintetico è l'istituto superiore Enrico De Nicola, che riunisce un tecnico economico (amministrazione, finanza e marketing; relazioni internazionali per il marketing; sistemi informativi aziendali), un tecnologico (grafica e comunicazione) e licei di scienze umane, scienze umane economico-sociale e scientifico scienze applicate. La comunicazione numero 37 del 15 ottobre, firmata dalla dirigente Gelsomina Langella, informa che «a partire da questa mattina» l'accesso è precluso a docenti e personale per l'occupazione di «alcuni studenti», e che le attività didattiche e amministrative sono «forzatamente sospese». La direzione ha segnalato l'accaduto «alle autorità competenti». Il testo non contiene appelli alle famiglie né valutazioni sulla protesta.

Le circolari fotografano la situazione nel giorno in cui sono state firmate. Come aveva raccontato Fanpage, le occupazioni erano partite dal liceo scientifico Tito Lucrezio Caro e si erano estese a Umberto I, Mercalli, Sannazaro e Genovesi. Ora nell'elenco ci sono anche il Rossini e il Labriola; le lezioni in questi giorni si sono fermate al Serra, al Pansini, al Bernini De Sanctis e al Diaz. Gli studenti avevano spiegato di voler denunciare le condizioni degli edifici e la carenza di servizi, richiamandosi al movimento studentesco francese. Le prossime date sono già fissate: il 24 ottobre molti studenti partecipano alla protesta No Cpr a Castel Volturno, il 20 novembre c'è l'International Youth Strike promosso da Rete della Conoscenza, Link e Unione degli Studenti.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views