Tre operai morti al Rione Alto, la perizia della Procura: “Lunga catena di negligenze”

A più di nove mesi di distanza da quel tragico incidente sul lavoro, entrano nel vivo le indagini: è stata infatti depositata la relazioni del perito incaricato dalla Procura di Napoli di fare luce sulla morte di tre operai, precipitati dal cestello di un montacarichi e morti al Rione Alto, quartiere collinare del capoluogo campano, il 25 luglio del 2025. Nell'incidente sul lavoro – nel quale persero la vita Vincenzo Del Grosso, Ciro Pierro e Luigi Romano – il perito della Procura partenopea ha evidenziato una "lunga catena di negligenze" e un "collasso strutturale progressivo". Il cedimento del cestello sarebbe stato determinato da un serraggio dei bulloni pessimo e da un tubo di collegamento al muro che ha ceduto, facendo ribaltare la cabina del montacarichi e determinando la caduta dei tre operai.
Per la morte degli operai sono indagate 4 persone
Secondo, ancora, quanto analizzato dal perito della Procura di Napoli, sarebbero stati proprio gli operai – due dei quali senza regolare contratto e formazione adeguata – a installare l'impianto dal quale sono poi precipitati, ma nessuno avrebbe poi eseguito i controlli per assicurarsi che la sicurezza sul luogo di lavoro fosse garantita. Per il perito, l'incidente sul lavoro si sarebbe potuto evitare "in presenza di un corretto montaggio, adeguato serraggio e idonea configurazione degli ancoraggi".
Per la morte di Vincenzo Del Grosso, Ciro Pierro e Luigi Romano, la Procura di Napoli ha iscritto 4 persone nel registro degli indagati: Vincenzo Pietroluongo, Carlo Napolitano, Luca Luciani e Gianluca Di Franco. Si tratta del titolare della ditta per la quale lavoravano i tre operai, del noleggiatore del montacarichi, del responsabile della sicurezza del cantiere e dell'amministratore del condominio in via Domenico Fontana nel quale si è verificato l'incidente.