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Totò marchio registrato: pizzerie, ristoranti e bar devono cambiare nome? Cosa dice la sentenza

Totò, nome da tutelare. Chi vuole usarlo commercialmente deve chiederlo agli eredi dell’attore napoletano: lo dice una sentenza del tribunale di Torino.
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Antonio De Curtis in arte Totò
Antonio De Curtis in arte Totò

Antonio De Curtis, l'amatissimo Totò,  attore e comico tra i più rappresentativi del Novecento Italiano non ha un suo museo, un archivio, nemmeno una "exhibition", di quelle che vanno di moda all'estero: chi vuole ricordarlo a Napoli deve farlo "in proprio", guardando qualcuno dei murales a lui dedicati in città, al rione Sanità, oppure omaggiando la tomba in cui riposano le sue spoglie mortali, nel "recinto degli Illustri" al Cimitero di Santa Maria del Pianto di Napoli.

Eppure Totò è presente in città, eccome: basta alzare gli occhi e osservare i numerosi bar, ristoranti, pub e le tantissime pizzerie che usano nome e profilo iconico del Principe della Risata (riconoscibile come forse solo quello del regista inglese Alfred Hitchcock), ovvero il volto allungato e l'immancabile bombetta. Di "Pizzerie Totò" è piena Napoli e non solo la città che diede i natali al «principe di Bisanzio».

Dunque nome e volto dell'attore comico continuano ad avere un elevato valore di brand. Un valore – lo scopriamo in questi giorni, grazie ad una sentenza del tribunale di Torino e a quel che è accaduto dopo questo pronunciamento – non starebbe portando nulla in termini di diritti d'immagine agli eredi De Curtis. Che stanno iniziando a far valere le loro ragioni per le vie legali.

Risultato? Pizzerie, ristoranti, pub, bistrot, bar, taverne, trattorie di Napoli e di molte altre città in Italia potrebbero essere presto costretti a cambiare denominazione, se hanno usato, per farsi riconoscere, il nome d'arte di Antonio de Curtis, senza preventiva autorizzazione dagli eredi. Lo stesso dicasi per prodotti che richiamano il nome o l'immagine dell'attore nato in via Santa Maria Antesaecula, al rione Sanità e per chi sfrutta in maniera indebita titoli o versi  delle sue canzoni e delle poesie, da "Malafemmena" a "‘A Livella".

La querelle non nasce a Napoli ma a Torino, dove il  Tribunale ordinario, sezione specializzata in materia d'impresa, ha ordinato ad una pizzeria di rimuovere ogni riferimento a Totò dalla sua denominazione, dai suoi canali on-line e perfino dai social network. La giudice ha riconosciuto la parità sul piano giuridico della tutela del diritto al nome e quella del diritto all'immagine. Forti di questo importante pronunciamento piemontese (numero 6790) datato giugno 2023, gli eredi De Curtis avrebbero fatto partire altre diffide legali nei confronti di altri esercizi commerciali che usano il nome dell'artista per attività commerciali.

Resterà da capire solo se quest'attività sia o meno preludio a nuove iniziative degli eredi nel nome del grande comico partenopeo – visto l'immobilismo istituzionale napoletano sul museo o altre iniziative –  o sia semplicemente una, assolutamente legittima, presa di posizione per evitare che il nome di Totò venga associato a pizzette e fritturine.

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