29 Luglio 2022
18:17

Stesa a Ponticelli, subito scarcerato il 17enne indagato: “Non sono io nel video”

Subito scarcerato il 17enne ricercato per la stesa a Ponticelli, che si era consegnato ieri ai carabinieri: carenza di elementi per l’identificazione.
A cura di Nico Falco
La stesa del 2 luglio a Ponticelli, frame dalle telecamere
La stesa del 2 luglio a Ponticelli, frame dalle telecamere

È stato subito scarcerato il 17enne che, ricercato per la stesa a Ponticelli degli inizi di luglio, ieri si era consegnato ai carabinieri ed era stato collocato nel centro di Prima Accoglienza dei Colli Aminei: il ragazzo ha negato di essere la persona ripresa nel video e la carenza di elementi identificati affidabili ha portato alla decisione del gip del Tribunale per i Minorenni di rimetterlo in libertà.

Il 17enne era stato individuato dagli inquirenti come componente del gruppo, riconducibile al clan De Luca Bossa, che si era reso responsabile di una stesa nel pomeriggio del 2 luglio; per quell'episodio erano stati sottoposti a fermo Emmanuel De Luca Bossa, ritenuto reggente del clan, Vincenzo Barbato e Giuseppe Damiano, il provvedimento era stato seguito la mattina del 20 luglio, poche ore prima del duplice omicidio nel Rione Fiat, quando sono stati ammazzati Carlo Esposito, legato ai De Martino, e Antimo Imperatore, operaio innocente che si trovava in casa del reale obiettivo per montare una zanzariera; per quell'agguato si è costituito Antonio Pipolo, inquadrato nei De Micco: l'omicidio sarebbe stato deciso dal gotha dei "Bodo" e segnerebbe la spaccatura insanabile con gli ormai ex alleati degli "XX".

Il fermo per i tre, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed eseguito dai carabinieri, aveva segnato un forte indebolimento per i De Luca Bossa, che a Ponticelli sono da tempo impegnati in una faida proprio contro i De Micco. Il 17enne, sfuggito all'esecuzione di quel provvedimento il 20 luglio, ieri si è presentato in caserma insieme all'avvocato Leopoldo Perone; la tesi difensiva del legale si è basata proprio sull'assenza di altri elementi di riscontro che rendessero inequivocabile l'identificazione del ragazzo con quello che si vede nei video acquisiti dagli inquirenti.

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