Barista ferito a via San Sebastiano durante una stesa, va in carcere il 20enne che ha sparato: incastrato dalle telecamere

Va in carcere il 20enne autore assieme ad un altro 19enne della stesa della notte del 25 luglio in via San Sebastiano, nella zona di piazza Bellini, nel corso della quale è rimasto ferito un giovane barista che stava bevendo un drink con gli amici dopo il turno. L'uomo è stato colpito da una pallottola vagante, restando gravemente ferito. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, infatti, in sede di udienza di convalida del decreto di fermo emesso dalla procura il 1 agosto ed eseguito il 4 agosto, ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti del ventenne. Il ragazzo è fortemente sospettato, assieme al diciannovenne già destinatario di un simile provvedimento, dei delitti pubblica intimidazione con uso di armi e di detenzione e porto abusivo di arma comune da sparo aggravati dal metodo mafioso.
Durante la sparatoria ferito un ragazzo
La stesa avvenne la notte del 25 luglio scorso, quando due giovani a bordo di uno scooter esplosero diversi colpi di arma da fuoco nel centro storico cittadino. Un raid in grande stile, avvenuto nella centralissima via San Sebastiano, la stradina che collega piazza Bellini con via Santa Chiara e via Benedetto Croce, famosa per i negozi di antiquariato e di strumenti musicali. Durante la stesa, rimase ferito un giovane che si stava intrattenendo in strada con gli amici nei pressi di alcuni locali pubblici.
Gli autori della stesa incastrati dalle telecamere
Le indagini della Squadra Mobile di Napoli, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della procura, hanno consentito di individuare lo scooter utilizzato nell’ occasione. Fondamentali sono state le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti in zona. È stato inoltre possibile acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti di entrambi gli autori dei reati. Si tratta, è bene precisare, di una misura cautelare personale disposta nella fase delle indagini preliminari. Le parti potranno, quindi, impugnarla nelle sedi opportune.