Targhe e immatricolazione polacche per risparmiare, lista di agenzie sul tavolo dell’antitrust
"Targhe estere in dieci giorni", "consegna in 8 giorni", i costi annuali per l'assicurazione messi bene in evidenza e che costituiscono almeno un quarto di quanto si pagherebbe a Napoli: chiunque utilizzi i social, in particolare TikTok, ha il feed pieno di pubblicità del genere. E stavolta sono proprio le società che offrono servizi di questo tipo, e che lo fanno in modo così sfacciato, a finire sotto i riflettori: l'UCI, l'ufficio centrale italiano, ha segnalato agenzie e intermediari all'Antitrust, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).
La questione è sempre quella delle targhe polacche che hanno invaso l'Italia, in particolar modo Napoli e provincia, con un meccanismo apparentemente legale ma che, nei fatti, viene utilizzato per aggirare le norme italiane. Sulla carta si tratta di un semplice noleggio: il cittadino stipula un contratto con una società polacca e può utilizzare l'automobile in tutta Europa, Italia compresa. Il sistema, però, è ben diverso. Ed è facile intuirlo proprio dalle pubblicità sui social: non si pubblicizza un noleggio ma una immatricolazione estera.
È proprio questo l'aspetto che l'UCI ha segnalato alle autorità italiane. Lo scrive in un comunicato il PBUK, che mette nero su bianco quello che ormai è un segreto di Pulcinella: i servizi venivano presentati come sistema per risparmiare, nonostante i proprietari non avessero nessun legame con la Polonia.
E qui veniamo al punto. Perché l'automobile, che risulta formalmente noleggiata, è in realtà quella del cittadino che ricorre a questo sistema. Viene venduta ad una società polacca, che la immatricola in Polonia e poi la concede a noleggio all'ex proprietario. In questo modo il cliente (che non ha più la proprietà del veicolo) paga soltanto il canone, evitando bollo e assicurazione. Una benedizione per chi ha chiesto un preventivo italiano e si è visto proporre una polizza da duemila euro e oltre.
Ma anche in questa fase ci sono diversi profili di illegalità. Il primo è sull'assicurazione: vista la difficoltà delle forze dell'ordine di accedere ai database polacchi, si è diffusa anche la pratica di non farla. Il cliente riceve documentazione falsa, è convinto di essere in regola e si renderà conto di essere scoperto solo in caso di incidente. E potrebbe dover pagarne il prezzo di tasca sua: dalla Polonia sono partite già 500 azioni di rivalsa per i risarcimenti pagati per incidenti all'estero di auto polacche non assicurate.
Inoltre, le norme prevedono che le revisioni avvengano in Polonia, sia la prima, compresa nelle procedure di immatricolazione, sia le successive periodiche. Il veicolo, però, non lascia mai l'Italia: vengono inviati soltanto i documenti. Il risultato è che i controlli vengono fatti soltanto sulla carta, e anche un catorcio risulta ufficialmente in regola, con tutti i rischi che ne conseguono. In Polonia se ne sono accorti già da tempo, vista l'anomala presenza di veicoli polacchi nel Napoletano e il relativo alto tasso di sinistrosità che minaccia di pesare sul sistema assicurativo polacco e, di conseguenza, sui cittadini di quel Paese.
A marzo sono partiti i primi arresti: sono finiti in manette diversi funzionari, accusati di avere certificato le false revisioni e di legami con organizzazioni specializzate proprio in questo affare. E, nelle scorse settimane, l'Ufficio Polacco degli Assicuratori Automobilistici (Polskie Biuro Ubezpieczycieli Komunikacyjnych) ha chiesto di introdurre l'obbligo di fornire documentazione fotografica durante la prima revisione, in modo da dimostrare che il veicolo sia realmente in Polonia. Lo stesso PBUK, come confermato a Fanpage.it dal presidente del Consiglio di amministrazione, Mariusz Wichtowski, sta lavorando a proposte di modifiche normative, in collaborazione con il ministero delle Infrastrutture, per radiare in automatico i veicoli immatricolati in Polonia che vengono abitualmente utilizzati all'estero e non sono in regola con la revisione e con l'assicurazione.
Le contromisure non si limitano solo alla Polonia: a Napoli sono partiti i controlli della Polizia Locale per verificare il diritto a utilizzare la targa straniera, la residenza effettiva dell'utilizzatore, la validità dell'assicurazione e la documentazione del veicolo.