La Polonia vuole radiare le auto con targhe polacche senza revisione e assicurazione in regola

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A cura di Nico Falco
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Il PKUB e il ministero delle Infrastrutture polacco al lavoro su modifiche normative per la radiazione automatica dei veicoli non in regola che circolano all’estero; gli utilizzatori sarebbero chiamati a sostenere tutti i costi dei risarcimenti.

I veicoli immatricolati in Polonia e abitualmente utilizzati all'estero e che non sono in regola con la revisione e con l'assicurazione potrebbero essere presto radiati dal registro automobilistico polacco. La nuova stretta è prevista nelle proposte di modifica legislativa su cui stanno collaborando il PBUK (Ufficio Polacco degli Assicuratori Automobilistici) e il ministero delle Infrastrutture locale. A comunicarlo a Fanpage.it è Mariusz Wichtowski, presidente del Consiglio di amministrazione del PBUK.

Siamo sempre nel campo dello stratagemma delle targhe polacche usate, soprattutto a Napoli e provincia, per risparmiare l'assicurazione: il proprietario del veicolo lo vende formalmente ad una società polacca che lo reimmatricola in Polonia e poi glielo restituisce con un contratto di noleggio. Ma siamo nel lato più oscuro di questo meccanismo: i veicoli con revisione e assicurazione falsi.

I numeri aiutano a capire perché Varsavia stia valutando un intervento netto: nel 2025 il PBUK ha registrato 3.188 sinistri all'estero provocati da veicoli immatricolati in Polonia e privi di assicurazione, più del doppio rispetto ai 1.574 del 2024; secondo l'Ufficio, il fenomeno della registrazione in Polonia di veicoli che poi vengono utilizzati abitualmente in Italia è responsabile di una parte significativa dei risarcimenti pagati per gli incidenti italiani.

La pratica del noleggio è di per sé legale, ma ci sono due aspetti che rendono questo meccanismo illecito e pericoloso. Il primo è quello della Rc Auto contraffatta: le auto "neo polacche" non vengono assicurate, sfruttando la difficoltà di comunicazione e accesso ai database esteri delle forze dell'ordine. Cosa che può avvenire anche all'insaputa dell'ex proprietario e attuale utilizzatore, al quale viene fornita documentazione falsa.

In questo caso il PBUK interviene per risarcire l'automobilista danneggiato, in quanto Ufficio di Garanzia per gli incidenti causati all'estero da veicoli polacchi senza assicurazione valida. Anche se poi può rivalersi su proprietari e conducenti: sono attualmente in corso 500 azioni di rivalsa davanti ai tribunali italiani.

Il secondo aspetto è quello della revisione. Le norme prevedono che quella iniziale, nell'ambito della immatricolazione, e quelle periodiche vengano effettuate in Polonia. Un problema non da poco per chi ricorre al finto noleggio solo per risparmiare sull'assicurazione. La scappatoia utilizzata è di far arrivare in Polonia soltanto la documentazione. In questo modo si tagliano del tutto i costi di trasporto ma in strada continuano a circolare veicoli non controllati e potenzialmente molto pericolosi. Per arginare questa pratica il PBUK ha già chiesto che venga introdotto l'obbligo di fornire fotografie del veicolo durante la prima revisione, in modo da dimostrare che il veicolo fosse davvero in Polonia.

Quella della radiazione è il passo successivo. Avverrebbe, spiega Wichtowski a Fanpage.it, in modo totalmente automatico per quei veicoli "che non soddisfano i requisiti relativi alla validità della revisione tecnica e dell'assicurazione in Polonia". E la conseguenza sarebbe che "i loro utilizzatori saranno direttamente chiamati a sostenere tutti i costi dei risarcimenti dovuti alle persone danneggiate".

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