Per chi ha la targa polacca tornare a quella italiana può costare anche duemila euro

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A cura di Nico Falco
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Le nuove regole sull’assicurazione cancellano il risparmio del noleggio, ma tra IVA, imposte e agenzie per molte auto datate il ritorno non conviene.

Un migliaio di euro soltanto per "liberare il telaio", poi ci sono i costi dell'IPT, il collaudo, le tasse e il compenso dell'agenzia: per il totale è facile arrivare anche a duemila euro. A cui si deve aggiungere anche l'assicurazione, che dovrà essere italiana o autorizzata ad operare in Italia, con costi che è facile immaginare. Tanto che in molti si stanno facendo la stessa domanda: vale la pena reimmatricolare il veicolo in Italia?

La platea di riferimento è composta da chi, fino ad ora, ha utilizzato un veicolo. Flotte di auto e moto targati PL che hanno invaso le strade italiane: secondo i dati diffusi dall'ACI ce ne sono oltre 68mila, e 35.000 di questi soltanto tra Napoli e provincia; gran parte di questi circolano con la formula del noleggio e sono intestati a società polacche. E il motivo è facile da capire: il conducente paga soltanto il canone, circa 400 euro, invece del bollo e, soprattutto, dell'assicurazione, che può anche superare i duemila euro (per assicurare un Honda Adv 350 ci sono stati chiesti 2.200 euro soltanto per la Rca, senza furto e incendio).

Come funziona la "truffa neapolski"

La pratica, che i media in Polonia hanno preso a chiamare "pratica italiana" o "Truffa Neapolski" (przekręt Neapolski), consiste nel vendere fittiziamente il proprio veicolo ad una società polacca e poi riprenderlo con la formula del noleggio. E ci sono diversi profili di illegalità: l'auto o la moto non vengono spostati fisicamente in Polonia ma l'immatricolazione, così come la revisione, avvengono inviando soltanto la documentazione. E la copertura assicurativa, anche all'insaputa del conducente, può essere falsa oppure, come ha constatato il Pbuk, l'Ufficio degli assicuratori polacchi, spesso non viene rinnovata dopo il primo anno. Sono tutti aspetti a cui il governo di Varsavia e il Pbuk stanno cercando di porre rimedio, valutando da un lato l'introduzione dell'obbligo di documentazione fotografica durante le revisioni, dall'altro l'avvio di oltre 500 azioni di rivalsa nei confronti di automobilisti responsabili di incidenti con targa polacca senza assicurazione (la richiesta record è di circa 2 milioni di euro per un incidente mortale, avvenuto in Italia).

Anche l'Italia è corsa ai ripari, introducendo nel Nuovo Codice della Strada (non ancora approvato) delle modifiche: per i veicoli esteri che circolano abitualmente in Italia, oltre all'iscrizione al REVE (circa 500 euro) non basterà più una copertura rca qualsiasi, ma dovrà essere stipulata con una società italiana o autorizzata ad operare in Italia (nell'elenco apposito, aggiornato al 24 settembre 2026, non è presente nessuna società polacca, bulgara o della Repubblica Ceca).

Quanto costa reimmatricolare un veicolo in Italia

E a questo punto sorge il problema. La necessità di rivolgersi ad una diversa assicurazione fa venire meno la questione risparmio e mina le fondamenta del sistema delle "targhe polacche". Da qui, la domanda che negli ultimi giorni spopola sui social, in particolare su TikTok, piattaforma che è diventata il regno delle decine di agenzie di pratiche auto, tra chi prima pubblicizzava targhe polacche, ceche, romene o bulgare, e oggi offre invece il percorso inverso.

Si parte da un elemento importante: chi ha fatto ricorso alla targa polacca, consapevole che in questo modo avrebbe perso la proprietà del veicolo, nella maggior parte dei casi ha usato auto e moto datate o comunque con un valore di mercato non troppo elevato. E potrebbe non valere la pena sostenere i costi necessari per la reimmatricolazione.

Il primo passo è ricomprare il veicolo. L'utente, in teoria, dovrebbe pagare per il veicolo che prima era suo e che adesso continua a utilizzare col noleggio, ed ottenere tutta la documentazione originale. Ipotizzando che la società polacca che risulta proprietaria accetti di emettere una fattura falsa (come suggeriscono a mezza bocca diverse agenzie intermediarie), questo passaggio potrebbe essere risolto a costo zero o a fronte di un pagamento basso. Ma qui cominciano i problemi.

L'acquisto, infatti, deve essere registrato in Italia. E c'è da pagare l'Imposta di valore aggiunto. È il modulo "F24 Iva immatricolazione auto Ue", che collega il versamento al numero di telaio. L'importo viene calcolato in base al prezzo di acquisto del veicolo, che, però, deve essere ritenuto congruo. E questo significa che non basta dichiarare di avere pagato due o trecento euro per cercare di cavarsela con una sessantina di euro: l'Agenzia delle Entrate precisa che il versamento non considerato congruo se inferiore a mille euro.

Poi ci sono tutte le spese relative all'immatricolazione: imposta di bollo, diritti di motorizzazione, targhe, contributo PRA. E c'è l'IPT, ovvero, l'Imposta Provinciale di Trascrizione: circa 151 euro per veicoli fino a 53kw, a cui si aggiunge una quota per ogni kw in eccesso. Napoli è tra le province che applicano una ulteriore maggiorazione (pari al 30%). Calcolo veloce: per un'auto da 53kw si dovrà pagare 380 euro, che diventano 470 se i kw sono 80. E ci sono, infine, i costi di agenzia.

Ma non è ancora finita. Una volta immatricolata l'auto in Italia, ci sarà da fare la revisione: altri 88 euro tramite centro autorizzato. Con un calcolo veloce si vede che la spesa complessiva arriva facilmente a 1.800 euro ma, a seconda del veicolo, può raggiungere anche i duemila e oltre. E, in conclusione, ci sono il bollo di circolazione e l'assicurazione, che dovrà essere italiana o autorizzata ad operare in Italia, quindi con una ulteriore spesa ben lontana da quei 400 euro omnicomprensivi del noleggio.

Riavere le targhe italiane costa anche 2mila euro

Insomma, il ritorno alla targa italiana potrebbe non convenire. Come si evince dai numerosi commenti di chi si trova in questa situazione e si sfoga su TikTok: "con un'auto che vale mille euro si dovrà pagare 700/800 euro e fare tutto ‘sto casino, conviene buttare l'auto". Oppure, sulla stessa linea: "A me hanno chiesto 1300 euro per l'immatricolazione più la fattura della macchina".

A patto che tutti i passaggi siano possibili, ovviamente, a partire dall'acquisto del proprio veicolo presso la società polacca che risulta intestataria. Perché c'è un altro grande aspetto da tenere in considerazione, ed è quello che si domandano diversi utenti: "Se l'agenzia ha chiuso come si può fare?". La situazione è quella classica del cerino in mano: il veicolo appartiene a una società estera, quindi non si può rivendere, e reimmatricolarlo in Italia costa troppo sia nell'immediato, sia quando lo si dovrà assicurare.

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