Targhe polacche, cosa cambia per l’assicurazione e perché il nuovo Codice della Strada non le blocca

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A cura di Nico Falco
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Il testo in discussione del nuovo Codice della Strada prevede modifiche destinate ad arginare il fenomeno delle targhe estere: introduce limiti più stringenti per i veicoli che circolano in Italia.

Targhe polacche sì, ma a determinate condizioni. Le norme previste dal nuovo Codice della Strada (ancora in approvazione) potrebbero portare a un forte ridimensionamento del fenomeno dei veicoli immatricolati all'estero ma usati abitualmente in Italia, ma senza bloccarlo del tutto: potrebbero tagliare fuori le assicurazioni estere "low cost", proprio quelle che sono alla base del sistema che ha spopolato e spopola soprattutto tra Napoli e provincia.

Il meccanismo, ormai, è ben noto, ed è lo stesso che era stato utilizzato prima con le assicurazioni bulgare e romene, attualmente con quelle polacche e che si sta spostando verso quelle della Repubblica Ceca. Il cittadino vende formalmente la propria automobile ad una società polacca, che la reimmatricola in Polonia e la concede in noleggio all'ormai ex proprietario, che quindi non dovrà più pagare direttamente bollo e assicurazione ma soltanto il canone, decisamente più basso. Il risparmio è notevole, specialmente in città come Napoli: invece di spendere anche 2mila euro e oltre all'anno, ne pagherà intorno ai quattrocento. Tutto apparentemente lecito: la Polonia fa parte dell'Unione Europea e le auto polacche possono circolare anche negli altri Stati membri.

I problemi, però, sono negli escamotage che vengono spesso utilizzati: assicurazioni polacche false anche all'insaputa dell'ex proprietario/conducente, revisioni che vengono effettuate soltanto sulla carta perché il veicolo in realtà non lascia mai l'Italia.

Le norme del testo in discussione vanno a intaccare il meccanismo nel momento dell'iscrizione al REVE, il Registro dei Veicoli Esteri, che è obbligatorio in caso di noleggio soltanto per contratti di oltre 30 giorni (anche non continuativi). Fino ad oggi, chi utilizza l'espediente del finto noleggio aveva comunque l'obbligo di iscrizione al REVE, ma poteva circolare tranquillamente perché coperto dalla Rc polacca che vale anche sul territorio italiano.

Qui arriva la modifica sostanziale: non basterà più una assicurazione polacca qualsiasi, ma sarà necessario stipulare una polizza con una assicurazione italiana o, in alternativa, con una società polacca che sia però autorizzata ad operare in Italia. La società assicurativa, quindi, deve essere negli elenchi IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), in quello italiano o in quello delle imprese estere ammesse ad operare in Italia. E, allo stato attuale, nell'elenco, aggiornato al 20 agosto 2026, non c'è nessuna società polacca.

Questo non significa che non ce ne saranno in futuro: una società polacca può essere inserita in quel registro. Ma le nuove norme del Codice della Strada vanno a incidere proprio su questo passaggio: facendo riferimento a quel registro, escludono le compagnie che non possiedono determinati requisiti. E, tra queste, ci potrebbero finire proprio quelle "low cost", facendo crollare il sistema.

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