"Da domani, dopo l'apertura delle scuole a Napoli, faremo delle conferenze di servizio con tutti i presidi. L'ordinanza dice che un sindaco può fare ordinanze più restrittive in relazione a peculiari criticità accertate. Se dovesse emergere che in un quartiere, in base ai dati e a quello che dicono i dirigenti scolastici, c'è un focolaio di Covid19, nulla ci vieta che le scuole di quel territorio dove c'è il focolaio devono restare chiuse per motivi sanitari”. Non ci sarà quindi un provvedimento generalizzato di chiusura di tutte le scuole di Napoli, in caso di focolai a scuola.

Ad illustrare la strategia di Palazzo San Giacomo l'assessore all'Istruzione del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri, intervenuta in commissione Scuola, presieduta da Chiara Guida. È il piano del Comune di Napoli per poter affrontare l'emergenza Coronavirus nelle prossime settimane, alla luce dell'ordinanza regionale numero 92, che ha dato facoltà ai sindaci di poter prendere provvedimenti più restrittivi in caso di criticità peculiari sul territorio.

Palmieri: conferenze dei servizi con i presidi

Anche a Napoli da domani, 25 novembre 2020, riapriranno le scuole dell'infanzia da zero a sei anni e le prime elementari. “I primi dati dello screening – spiega l'assessore Annamaria Palmieri – con i tamponi rapidi sugli alunni e i loro genitori e il personale della scuola, comunicati della Regione Campania, hanno dato risultati incoraggianti: solo lo 0,33% di positivi su 10.900 testati. Un dato campionario che ci dice che i bimbi non sono agente infettivo in questo momento.

Noi chiediamo però di avere il dato napoletano dello screening. Da domani, dopo l'apertura delle scuole, faremo delle conferenze di servizio con tutti i presidi. L'ordinanza dice che un sindaco può fare ordinanze più restrittive in relazione a peculiari criticità accertate. Se dovesse emergere che in un quartiere in base ai dati e a quello che dicono i presidi c'è un focolaio, nulla ci vieta che le scuole di quel territorio dove c'è il focolaio devono restare chiuse per motivi sanitari”.