Le operazioni di rimozione della carcassa della balena (Foto: Guardia Costiera)
in foto: Le operazioni di rimozione della carcassa della balena (Foto: Guardia Costiera)

Sono andate avanti per tutta la notte le operazioni di rimozione della carcassa della balena uccisa dal morbillo nel Porto di Sorrento, perla dell'omonima costiera nella provincia di Napoli. La carcassa della balena, uccisa dal virus CeMV, il cosiddetto morbillo dei cetacei, molto simile alla malattia esantematica che colpisce gli esseri umani, era lunga 21 metri ed è stata rinvenuta, a 20 metri di profondità, lo scorso 15 gennaio: a causa della grande mole e delle condizioni del mare, le operazioni di recupero si sono rivelate molto complesse e si sono concluse soltanto questa notte, ad opera delle motovedette CP267 e CP532 della Guardia Costiera, coordinata dalla Direzione Marittima di Napoli.

La carcassa del cetaceo è stata poi trasportata nel Porto di Napoli, dove esami necroscopici effettuati dagli esperti forniranno indicazioni più precise sulle cause della morte della balena, uno dei più grandi esemplari mai avvistati nel Mediterraneo. La Guardia Costiera è ancora alla ricerca di un altro esemplare di balena, più piccolo, avvistato negli stessi giorni di quello purtroppo deceduto sempre nel Porto di Sorrento.

Le operazioni di rimozione della carcassa della balena (Foto: Guardia Costiera)
in foto: Le operazioni di rimozione della carcassa della balena (Foto: Guardia Costiera)

Che cos'è il CeMV, il morbillo che colpisce i cetacei

Proprio come può accadere negli umani, anche per quanto riguarda i cetacei il CeMV, il morbillivirus che colpisce questi animali causa encefaliti e polmoniti, abbattendo le difese immunitarie ed esponendo il cetaceo a infezioni. La malattia è considerata endemica nel bacino del Mediterraneo, anche se di frequente ci sono state epidemie che hanno ucciso numerosi animali. Nell'estate del 2019, sulla coste della Toscana, circa 40 delfini sono morti proprio a causa del CeMV.