La balena morta nel porto di Sorrento sarebbe stata uccisa dal CeMV, il virus del morbillo dei cetacei, simile a quello del morbillo umano, che causa encefaliti e polmoniti e abbassa le barriere immunitarie esponendo l'ospite a infezioni da batteri e parassiti. E che, tra i sintomi, causa anche un comportamento simile a quello osservato nel video che era stato girato nel porto di Marina Piccola, quando la balenottera si dimenava contro la barriera del molo.

La carcassa della balena, circa 21 metri, è stata ritrovata venerdì mattina, giorno successivo all'avvistamento, durante le perlustrazioni dei fondali davanti al porto svolte dai sommozzatori dell'Anton Dohrn e dell'Istituto Zooprofillattico del Mezzogiorno e coordinate della Guardia Costiera. Era adagiata a circa 20 metri di profondità e in un primo momento gli esperti del Cert (Cetacean stranding Emergency Response Team) avevano ipotizzato che non fosse quello avvistato giovedì ma un altro esemplare, più grande. Il cetaceo, che appariva disorientato, era stato infatti aiutato ad allontanarsi dall'area degli ormeggi, ma non c'era la certezza che fosse riuscito a raggiungere il mare aperto. L'idea però è diventata meno verosimile col passare delle ore.

Il virus del morbillo dei cetacei, diffuso dalla fine degli anni '80, è considerato endemico nel Mediterraneo, anche se ci sono stati diversi picchi di mortalità; uno è stato registrato nel 2017, quando si sono spiaggiati 212 animali sulle coste italiane e molti di quelli sono risultati contagiati. Tra le cause dell'infezione soprattutto l'inquinamento, che indebolisce il sistema immunitario.